Attenzione
«Codice rosa: esperienza da condividere con tutti»
GROSSETO. «L'entusiasmo, la gioia e le emozioni che mi avete procurato non sono poche». Lo ha detto Maria Cecilia Guerra, viceministro con delega alle pari opportunità, agli uomini e alle donne della...
GROSSETO. «L'entusiasmo, la gioia e le emozioni che mi avete procurato non sono poche». Lo ha detto Maria Cecilia Guerra, viceministro con delega alle pari opportunità, agli uomini e alle donne della task force del Codice rosa che ha incontrato ieri mattina, al Misericordia, insieme alla responsabile Vittoria Doretti e al direttore generale dell'Asl Fausto Mariotti. Una visita che ha anticipato le celebrazioni del 25 novembre, per la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, e che si è conclusa in prefettura, in un tavolo di lavoro con le autorità locali, il prefetto Anna Maria Manzone e il capo della procura Francesco Verusio. «Le cose funzionano quando ci si rivolge alle persone considerandole delle persone, prendendole in carico – ha detto la viceministro – perché non sono mai il livido o la ferita che viene curata, ma sono, prima di tutto, persone». La viceministro ha ricordato che «La scelta di questa giornata e di questo posto non è ovviamente casuale anche in relazione al percorso che come Governo vogliamo fare». Il percorso è quello iniziato con la ratifica, da parte del Parlamento, della convenzione di Istanbul contro la violenza alle donne, e il Governo ha scelto di non aspettare la ratifica di 10 Paesi, perché diventi cogente a livello internazionale. La viceministro ha voluto vedere di persona come lavora il Codice rosa di Grosseto, prima esperienza in Italia nel suo genere, nata nel gennaio del 2010 e, dal 2014, allargata a tutte le Asl della Toscana. «Il mio interesse – ha detto Maria Cecilia Guerra – è conoscitivo, anche se avevo letto molte cose, in secondo luogo il mio ruolo vuole essere di testimonianza per dire che ci sono davvero buone pratiche nel nostro Paese, modelli che possono essere riprodotti e ripetuti». Prosegue, dunque, quell'effetto domino che – come ha sottolineato il direttore generale Mariotti – il Codice rosa ha provocato da quando è nato, che ha riguardato la consapevolezza delle vittime, con una crescita esponenziale di segnalazioni e denunce, ma che ha riguardato anche la società civile, con tante associazioni si sono messe a disposizione e che sta interessando i territori, con l'esperienza di Grosseto già esportata in tutta la Toscana, ma anche – ricorda Vittoria Doretti – in altre regioni italiane.
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