Il dolore
Tares, c’è il sì della Confesercenti
FOLLONICA. «Molte attività commerciali senza quella manovra avrebbero chiuso». La Confesercenti del golfo approva la scelta del Comune sulla Tares. Dopo il caos degli ultimi giorni provocato da una...
FOLLONICA. «Molte attività commerciali senza quella manovra avrebbero chiuso». La Confesercenti del golfo approva la scelta del Comune sulla Tares. Dopo il caos degli ultimi giorni provocato da una comunicazione del Governo agli enti locali, con la quale si dava la possibilità di rimanere alla vecchia imposta sui rifiuti (Tarsu), con i bilanci in approvazione, oggi è tempo di tirare le somme. La manovra della giunta Baldi è stata quella di non fare passi indietro rispetto appunto alla tassa, ma di spalmare gli aumenti alle varie categorie non domestiche, così da non gravare in modo spropositato su quattro settori che avrebbero subito un aggravio fino al 350%. Una decisione liquidata non positivamente dalle opposizioni locali, convinte che si poteva e si sarebbe dovuto agire prima e non all'ultimo minuto; di contro c'è chi invece legge questa manovra in maniera opposta. Massimiliano Mei presidente della Confersercenti di Follonica spiega che grazie all'azione del Comune molte attività sono state salvate dal tracollo. «In città se la tassa non veniva modificata avrebbero chiuso definitivamente molti piccoli negozi – dice Mei - come ortofrutta o pizzerie a taglio, così invece sono salve. In più c'è da dire che l'aver spalmato gli aumenti farà pagare un po' di più per esempio agli istituti bancari. La Tares aveva norme molto restrittive, l'ente pubblico poteva agire in base ad alcuni range molto limitati: a volte conviene mettersi nei panni degli amministratori e capire quale situazione devono affrontare». Mei spiega che sono state fatte molte riunioni con la giunta, proprio per trovare delle soluzioni e racconta che alcuni consiglieri della maggioranza si sono veramente impegnati per rintracciare una via di uscita a questo impasse. «A mio giudizio – conclude Mei - quello che oggi dovrebbero fare gli enti comunali è battere i pugni con le società (spesso partecipate) che si occupano di servizi come per esempio quello relativo ai rifiuti: l'aumento indiscriminato delle tariffe negli ultimi anni è stato inversamente proporzionale alla qualità offerta dai gestori, certo è che se al Coseca per esempio invece di 5-6 milioni di euro il Comune ne doveva pagare 3, la questione Tares sarebbe stata diversa». (p.v.)
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