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Grosseto

la vertenza ex mabro

Lavoratori ancora divisi «L’unità è tutta da costruire»

GROSSETO. Sono state undici mesi senza stipendio. E ancora ci sarà da soffrire prima che le cose tornino al loro posto. Il giorno dopo il brindisi davanti ai cancelli dell’ex Mabro, i rappresentanti...

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GROSSETO. Sono state undici mesi senza stipendio. E ancora ci sarà da soffrire prima che le cose tornino al loro posto. Il giorno dopo il brindisi davanti ai cancelli dell’ex Mabro, i rappresentanti dei lavoratori della Cgil hanno cercato di fare il punto della situazione a partire proprio dal percorso da intraprendere. «Siamo pienamente d'accordo con il segretario della Cgil quando afferma che occorre tornare uniti - dicono Nadia, Manola, Francesca e Maurizio - ma crediamo sia indispensabile far chiarezza su cosa si basi l'unità. Sappiamo che sono tante le motivazioni che hanno convinto o costretto delle nostre compagne a non aderire alla nostra lotta e a lavorare. Alcune le comprendiamo, altre no. Noi ci stiamo battendo per mantenere e in futuro incrementare gli attuali posti di lavoro, altre tentano solo di salvare la propria posizione».

Qualche giorno fa, il concordato era stato definito da una rappresentante dei lavoratori «una vittoria». «Era stata espressa soddisfazione - aggiungono - per il licenziamento di 100 lavoratrici, lamentando solo una carenza sul piano industriale, che non è mai esistito e che, peraltro, già a suo tempo avevano firmato un documento per escludere la Cgil dal tavolo che avrebbe deciso chi licenziare».

Ferite che bruciano, molto. «Su quale base dovremo costruire l'unità se si continua a ritenere il concordato come la soluzione migliore, se non ci si rende conto che il pochissimo lavoro svolto in questi ultimi mesi ha prodotto solo una ulteriore perdita per Abbigliamento Grosseto (non è un caso che la retribuzione del mese di ottobre non è ancora stata corrisposta) e che ha fornito l'alibi per chiedere il concordato in bianco e quindi ha ritardato di sei mesi una possibile soluzione positiva - si domandano i rappresentanti della Cgil - A meno che non si ritengano vere le favole dei tailandesi di Prato e delle decine e decine di milioni in arrivo dall'oriente, ma parcheggiati, guarda caso, fuori Italia. Noi faremo il possibile per creare le condizioni di unità e sappiamo che questa deve iniziare dalle lavoratrici e dai lavoratori della Mabro e che quindi il primo momento, quello da cui tutti dovremo ripartire, è la elezione per il rinnovo della rappresentanza sindacale unitaria. In quella fase sarà bene che tutti espongano chiaramente il loro pensiero. Lavoratrici e lavoratori giudicheranno con il loro voto. A quello ci atterremo».

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