Sicurezza
«Ora speriamo che ci paghino i danni»
Condominio allagato: oggi il perito del Fiora farà una stima. «Ci sarà anche il nostro legale»
FOLLONICA. Il giorno dopo l'allagamento c'è da pulire, ma anche da contare i danni provocati da quel fiume di acqua e fango. Gli inquilini della palazzina di via Massetana 23, dodici famiglie, hanno ancora ai piedi gli stivali, intenti a lavare i loro box tentando di salvare qualcosa, anche se già sanno che sarà difficile. Dopo la paura, adesso inizia a campeggiare la consapevolezza che quanto successo poteva essere evitato e che forse oltre ai danni materiali i responsabili dovranno prendere in considerazione anche altro. «Siamo in mezzo alle macerie – racconta uno degli abitanti della palazzina, Leonardo Ciampi – stiamo pulendo da ieri tentando di capire che cosa è rimasto indenne dall'allagamento. È una situazione difficile, molto difficile. Dall'Acquedotto del Fiora ci hanno comunicato che domattina alle nove (oggi per chi legge) manderanno un loro perito per la stima dei danni, noi di contro avremmo il nostro esperto insieme ad un legale. In questi casi è sempre bene tutelarsi perché sicuramente verranno fuori dei contenziosi e vogliamo essere preparati».
Quando a Ciampi viene chiesto in che condizioni hanno trovato i loro garage la risposta è laconica, ma dice molto più di tante parole. «È un'impresa disperata – spiega ancora il follonichese – Stiamo pulendo, ma le macchine saranno sicuramente da rottamare, hanno le tappezzerie completamente rovinate così come tutta la parte elettronica». Ciampi nel suo box custodiva gelosamente cinque moto d'epoca, curate da lui con passione da anni. «Dovrò smontarle tutte, restaurarle un'altra volta, la melma è ovunque e sarà veramente difficile riuscire a riportarle allo stato originale».
La conta dei danni è proseguita con il passare delle ore, gli inquilini della palazzina raccontano che fino alle 21 di giovedì gli operai coordinati dall'Acquedotto del Fiora li hanno supportati nella prima pulizia dei sotterranei, ma c'è qualcosa che ancora devono capire bene.
«Per portare via il tubo che si era rotto – spiegano i condomini – è arrivata una ditta per lo smaltimento speciale dei rifiuti: quella tubatura era composta di eternit, la domanda è quindi adesso perché fosse ancora lì e perché nessuno avesse ancora pensato a sostituirla considerata la pericolosità di quel materiale. Se quei 4 metri erano composti di eternit le altre tubature follonichesi hanno lo stesso materiale, e sopratutto è nocivo per gli utenti?» E poi la richiesta è ancora una volta rivolta al Comune che al più presto preveda un intervento per realizzare le fognature in via Sanzio.
Paola Villani
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