Sicurezza
I più poveri ora sono gli italiani
Dossier Caritas 2013: fra gli assistiti calano gli stranieri. Don Enzo: «Va ricostruita la fiducia in città»
GROSSETO. Richieste di aiuto in crescita e sempre più provenienti da persone e famiglie grossetane. È il quadro che emerge dal dossier Caritas 2013 sulle povertà che è una fotografia di quanto la Caritas diocesana ha incontrato nel 2012 attraverso i servizi che svolge sul territorio con un centinaio di volontari. Se nel 2011 erano state 849 le persone che avevano chiesto aiuto ai centri di ascolto della Caritas di Grosseto, nel 2012 il loro numero è lievitato a 922, ma, soprattutto, mentre nel 2011 il 70% di queste persone era straniero, lo scorso anno gli stranieri sono scesi al 56,5% e gli italiani sono saliti dal 30 al 43,5%. Il quadro, poi, non è più solo di povertà materiale, ma «la povertà materiale – spiega Sabrina Morandi, responsabile dell'osservatorio delle povertà della Caritas di Grosseto – spesso è solo la punta dell'iceberg». Il dato dei servizi storici della Caritas, quelli offerti dal centro di accoglienza, è anch'esso in crescita. Quasi 37mila 470 gli interventi, tra pasti caldi, a pranzo e cena, indumenti, pacchi viveri, docce e visite mediche: nel 2012 il centro di accoglienza ha incrementato la propria attività del 10% rispetto al 2008 e a ottobre di quest'anno – tanto per avere un riferimento che la dice lunga sulla gravità della situazione – il numero dei pasti erogati dalla mensa della Caritas ha già superato quelli erogati in tutto il 2012. Tra i servizi più nuovi, comincia a essere radicato il microcredito che ha preso il via nel 2011 e che oggi riceve dalle 10 alle 15 richieste a settimana da parte di persone singole, famiglie e anche piccoli imprenditori. Nel 2012 sono stati erogati 34mila euro a 10 famiglie e quest'anno, nei primi sei mesi, sono già stati erogati 24mila euro a 4 famiglie. Le mancate restituzioni – spiega il vicedirettore della Caritas diocesana, Luca Grandi – sono il 4%, molto meno del 16% che è la media nazionale, e lo scorso anno il microcredito è intervenuto anche per una piccola azienda, con circa 25mila euro. Progetto in fase ancora iniziale, ma già funzionante, è quello dell'emporio della solidarietà: al momento 35 famiglie, selezionate sulla base di colloqui di valutazione, si avvalgono di questo piccolo market, aperto due volte a settimana e allestito nei locali di via Pisa messi a disposizione da un privato, per fare una sorta di spesa. Sul fronte dell'emergenza casa, la Caritas diocesana dà il suo contributo gestendo quattro appartamenti – 3 in via Adriatico e uno in via Goldoni – messi a disposizione di nuclei familiari in momentanea situazione di bisogno. Le “famiglie per le famiglie” sono, poi un altro progetto che mira ad affiancare alle famiglie in difficoltà altre famiglie che si mettono a disposizione per un percorso che educa entrambe le parti a a riacquisire fiducia esperanza. E se chiedete a don Enzo Capitani, il direttore della Caritas diocesana – di cosa ci sia più bisogno oggi, vi risponde che «A Grosseto abbiamo bisogno di ricostruire la fiducia, che è la prima cosa a venire meno nel momento della crisi e del bisogno. Non per niente la disaffezione per la politica e per l'impegno sociale è data dallo svuotamento di chi non ha più fiducia: è la strada per l'anarchia e l'isolamento. Ricostruire la fiducia significa ricostruire i legami, la società civile».
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