Il dolore
«Abbiamo garantito continuità»
I dipendenti che non hanno scioperato da oggi sono in cassa integrazione
C’era di nuovo un cancello, ieri, a tenere separati i lavoratori che dall’inizio della vicenda e della gestione Santoro hanno deciso di stare fuori e quelli che invece sono rimasti dentro. I segretari di categoria della Cisl e della Uil, Fabio della Spora e Roberto Franceschetti, eiri hanno incontrato i lavoratori in assemblea. E le maestranze che in questi mesi hanno continuato a lavorare hanno voluto ribadire la bontà della loro scelta. «Ribadiamo la validità della nostra decisione di non aver scioperato al fine di tenere aperta l'azienda - dicono - decisione che ha permesso in questi mesi di risollevare il fatturato che nel mese di giugno era vicino allo zero e soprattutto di preservare la capacità produttiva». Per l’assemblea dei lavoratori di Cisl e Uil «la Mabro è oggi un'azienda che seppure a volumi ridotti, produce e ha un portafoglio ordini - spiegano - Tutto questo forse potrà aiutare il nuovo commissario straordinario che si insedierà se sarà approvata la “Prodi bis”, per tentare il salvataggio della fabbrica». A questo punto, l'appuntamento del 5 dicembre prossimo diventerà fondamentale per sapere se l'impegno e i sacrifici profusi in questi mesi saranno serviti a qualcosa. «A meno di nuove iniziative dell'azienda, che ci risulta stia valutando il da farsi rispetto alle decisioni del tribunale - dicono ancora - abbiamo saputo che la società ha deciso di collocare tutto il personale in cassa integrazione, in attesa di ulteriori decisioni che verranno prese». (f.g.)
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