Il Tirreno

Grosseto

Sedici ballerine sfruttate al night

di Pierluigi Sposato
Sedici ballerine sfruttate al night

Patteggiano i gestori del Gigolette, il locale era stato messo sotto sequestro nell’aprile 2010

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ORBETELLO. Erano sotto processo in cinque: tre di loro, i principali imputati, hanno preferito patteggiare. Per gli altri è intervenuta una perizia per la traduzione delle intercettazioni effettuate all’epoca e la loro posizione è ancora sospesa.

Sono gli indagati del caso Gigolette, quello degli episodi di prostituzione che avrebbe avuto come luogo il locale della Costa d’Argento in un arco di tempo fra il 2008 e il 2010. Un’associazione per delinqurere, stando all’imputazione.Sedici, secondo l’accusa, le ballerine che sarebbero state sfruttate dai responsabili del night: romene, russe, ceche e una moldava, di età diverse (la più giovane del 1989, le più “anziane” del 1973). I loro proventi sarebbero finiti in tasca ai gestori, che avevano anche un’accusa di favoreggiamento. Hanno patteggiato con il sostituto procuratore Stefano Pizza 1 anno e 10 mesi Domenico Straffi e Andrea Straffi, padre e figlio, 62 e 40 anni, difesi agli avvocati Luca e Simone Aldi; 1 anno e 8 mesi Antonino D’Arrigo, 68 anni, assistito dall’avvocato Bruno Leporatti. Pena sospesa a tutti dal giudice dell’udienza preliminare Valeria Montesarchio, che ha anche riconosciuto ai tre le attenuanti generiche come prevalenti sulle aggravanti.

Domenico Straffi era imputato in qualità di gestore del night e per essere l’organizzatore dei ruoli di quelli che sono ritenuti essere i suoi complici. Il figlio Andrea perché ritenuto co-gestore e addetto al controllo dei privé nei quali le ragazze si prostituivano con i clienti e alla ricezione del denaro. D’Arrigo quale addetto principale alla gestione dei privé e alla ricezione del denaro dei clienti. L’associazione sarebbe poi stata completata da Daniel Foltynec, 44 anni, presunto procacciatore delle ragazze, e da Franco Di Paolo, 31 anni, sotto inchiesta in qualità di titolare formale della società Il Gladio che aveva in gestione il locale ma anche di addetto al controllo privé e alla riscossione.

Il night era stato messo sotto sequestro nell’aprile 2010 (i privé rimasero sigillati anche oltre il dissequestro - il locale fu riaperto ma soltanto con la sala da ballo e il bar a disposizione dei clienti) per iniziativa dei carabinieri che avevano anche installato delle telecamere all’interno dei locali. I due Straffi erano stati sottoposti ad arresti domiciliari e progressivamente le misure erano state attenuate.

Quando erano stati interrogati dal gip, i tre avevano spiegato di non essere a conoscenza di atti sessuali all’interno dei camerini e avevano anzi rivendicato azioni destinate a interrompere ogni tentativo di approccio non consentito. Le ragazze che non stavano ai patti, avevano aggiunto, venivano addirittura allontanate, se la prima ammonizione non risultava sufficiente. Di Paolo fu all’epoca destinatario di un obbligo di dimora ma non era stato rintracciato. Foltynec era stato posto agli arresti domiciliari in Sardegna e non aveva posto alle domande poste per rogatoria in occasione dell’interrogatorio di garanzia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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