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Il consiglio ribadisce il suo no alla fusione. «E ora basta»

ARCIDOSSO. Il consiglio comunale di Arcidosso ribadisce il suo «no» con 11 voti favorevoli e l’astensione della consigliera di opposizione Cristina Raffi, alla mozione della minoranza capeggiata da...

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ARCIDOSSO. Il consiglio comunale di Arcidosso ribadisce il suo «no» con 11 voti favorevoli e l’astensione della consigliera di opposizione Cristina Raffi, alla mozione della minoranza capeggiata da Michele Nannetti che chiedeva un consiglio comunale apposito dove l’assise desse un parere favorevole all’indizione del referendum consultivo per la fusione dei Comuni di Arcidosso, Castel Del Piano, Santa Fiora e Seggiano.

Il sindaco Emilio Landi, infatti, nel consiglio comunale di ieri ha deciso di discutere il punto all’ordine del giorno, nonostante l’annuncio formale che tre consiglieri di opposizione, Nannetti, Lazzeretti e Bramerini avrebbero disertato la seduta, adducendo come motivo la tardiva convocazione di un consiglio reputato straordinario dal sindaco e che non avrebbe avuto, invece, i requisiti della strordinarietà.

I tre invocavano anche un successivo consiglio per discutere la faccenda, minacciando, in caso contrario, di rivolgersi al prefetto. Ma Landi, annunciando la discussione del punto, chiariva una serie di elementi: «Per la convocazione straordinaria – ha spiegato – bastano 24 ore e la convocazione è arrivata per lo meno prima di 48 ore. Poi, essendo un punto chiesto dalla stessa minoranza, penso proprio che la stessa non avesse bisogno di tempo per documentarsi in anticipo. Sarà stata ben ferrata. Per questo non ho nessuna idea di riconvocare un successivo consiglio per questo argomento».

Landi non ha nascosto che, a suo parere, già quella seduta per discuterlo era un di più. «L’argomento – ha detto il sindaco – è stato ampiamente trattato in varie sedi e in tutte le circostanze il no alla fusione è emerso forte e chiaro. Circa 3 mesi fa si parlò della fusione fra Castel del Piano e Arcidosso. Già allora il consiglio votò contro un’ipotesi di fusione, perché ormai tutti dovrebbero aver capito che gli otto comuni dell’Amiata grossetana hanno scelto di fare il percorso dell’Unione, aggregando servizi e funzioni e le motivazioni di tre mesi fa sono buone anche ora. Il consigliere regionale Gambetta Vianna di Più Toscana, che continua a riproporre la questione in Regione, sa benissimo che i comuni e l’Unione si sono opposti a questa cosa. E non si può riproporre ad oltranza un punto a cui è stata data una risposta e articolate riflessioni».

Prima, ha chiarito Landi, «si è chiesta la fusione fra i due comuni di Arcidosso e Castel del Piano e poi, dato che questa ipotesi è stata bocciata, si è replicata la proposta aumentando il numero dei comuni da fondere che sono diventati quattro. Ma il concetto è il medesimo, un no tondo tondo. Arcidosso si è espresso contro la fusione e per l’Unione il 27 giugno scorso e per me la storia si chiude qui. Dunque la minoranza può fare il suo ricorso al prefetto fin da subito, perché non vi sarà un altro consiglio comunale dedicato a nessuna fusione».

Il sindaco ha anche ricordato che, comunque, non sarebbe certo Arcidosso a dover indire il referendum: «E lo sa bene l’ex sindaco Attilio Marino che per averlo indetto e autorizzato e fatto svolgere anni fa, fu condannato a pagare di tasca sua questo sbaglio che gli costò, all’epoca, 6 milioni di lire». (f.b.)

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