Sicurezza
Sla, agonia di una protesta: senz’aria per essere ascoltati
Il sottosegretario vuole rimandare l’incontro, i malati del Comitato 16 novembre si tolgono il respiratore e si sentono male
Si sono tolti anche i respiratori, senza i quali la loro sopravvivenza rischia di essere messa a durissima prova, e hanno minacciato di passare la notte lì, nello studio ministeriale, per convincere il sottosegretario all’Economia e finanze, Pier Paolo Baretta, a incontrarli. Hanno bloccato il traffico con le carrozzelle, si sono sentiti male tanto da aver bisogno di un’ambulanza. E alla fine hanno strappato un incontro, per stamani, con la commissione bilancio del Senato.
La battaglia di Laura Flamini di Castel del Piano, malata di Sla, e del Comitato 16 novembre di cui è presidentessa, fermi in mezzo a via XX settembre a Roma, davanti al ministero dell’Economia, si è svolta ieri, a pochi giorni dalla precedente manifestazione del Comitato, dopo la quale morì Raffaele Pennacchio, uno dei fondatori del gruppo, provato dalla stanchezza e dallo sciopero della fame.
E proprio Raffaele è stato ricordato con un grande poster con su scritto: «Non c’era tempo, non c’è tempo». Per questa ennesimo tentativo di avere, una volta per tutte, quanto tanti ammalati vorrebbero, e cioè le cure in famiglia, pur di farsi ricevere dal viceministro, che aveva provato a rimandare l’incontro con i dimostranti a giovedì, Laura Flamini – ormai totalmente paralizzata e bloccata su una barella, in grado di parlare solo con un sistema di puntamento oculare – e il compagno di protesta Salvatore Usala si sono fatti staccare i respiratori e non hanno permesso che fossero loro riattaccati se non dopo che Baretta ha accettato di riceverli, alle 16.30.
L’incontro si è concluso dopo le 20, con un duro braccio di ferro. Nello studio del sottosegretario si sono presentati la Flamini, stesa sul suo letto, Usala e altre due persone del Comitato. Pur fiaccati dalla malattia, Laura e gli altri della delegazione hanno dimostrato una tempra d’acciaio e sono arrivati a minacciare di dormire nello studio di Baretta se questi non avesse acconsentito a concedere più fondi.
La richiesta del Comitato è di foraggiare il Fondo per la non autosufficienza (Fna) con 600 milioni di euro, invece dei soli 275 previsti dalla legge di stabilità. Alla fine Flamini e Usala sono riusciti a farsi fissare un appuntamento per stamani con la commissione bilancio del Senato.
Nel frattempo alcuni ragazzi in carrozzella rimasti nel presidio in strada si sono sentiti male e c’è voluta un’ambulanza per assisterli. L’attesa, durata ore, la tensione e lo strapazzo ha duramente provato i manifestanti e i loro familiari.
A trovarli è andata anche Mina Welby, moglie del compianto Pier Giorgio, che col suo libro “L’ultimo gesto di amore” ha affermata i diritti civili e della persona, riproponendo il tema dell’eutanasia.
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