Il Tirreno

Grosseto

«Produciamo compost con le alghe»

di Gabriele Baldanzi
«Produciamo compost con le alghe»

La Solemme di Monterotondo ha già iniziato a smaltire i “rifiuti” orbetellani. Ceroni: «Adesso però dobbiamo crescere»

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ORBETELLO. Da manager pubblico a manager privato. A conclusione del settennato al Fiora Claudio Ceroni è da quasi un anno presidente di Aquaser, società che si occupa di valorizzazione, recupero e smaltimento dei fanghi di depurazione biologica e dei rifiuti derivanti dalla depurazione delle acque nell'Italia centrale.

Dopo anni di discussioni su diverse ipotesi progettuali per la gestione delle alghe della laguna di Orbetello, la società Solemme - che fa parte del gruppo Acea - sembra adesso in grado di contribuire a soluzioni alternative all'incenerimento e allo smaltimento in discarica.

È così? «A seguito di una delibera del comune di Orbetello, che ha modificato il regolamento comunale in modo da poter assimilare le alghe ai rifiuti urbani e rendere sostenibile economicamente la gestione del sistema lagunare, sono state conferite nell'impianto di Carboli, nel Comune di Monterotondo Marittimo, circa mille tonnellate di alghe, inserite nel processo di produzione del cosiddetto ammendante compostato misto».

Questo vuol dire che si aprono nuove prospettive per il per il sistema politico/istituzionale locale relativamente alla gestione del trattamento delle alghe della laguna di Orbetello? «Certo. A Orbetello sono stoccate - in una discarica a cielo aperto - decine di migliaia di tonnellate di alghe accumulate nel corso di tanti anni. Una quantità enorme. Purtroppo non sono più riciclabili. Adesso però gli enti locali - Regione, Provincia e Comune - sembrano muoversi finalmente in modo sinergico per dare una soluzione al problema. La soluzione proposta da Solemme per l'utilizzo delle alghe come rifiuto verde per la produzione di compost rappresenta infatti una valida alternative al loro smaltimento in discarica, che è incompatibile sia sotto il profilo di una corretta gestione ambientale che sotto quella economico».

Ma Solemme è in grado di sostenere questo percorso orientato al recupero e alla valorizzazione dei rifiuti? «Certamente sì. Attraverso l'assimilazione agli urbani, le alghe entrano nel sistema di gestione dei rifiuti che impone di spendere meno utilizzando gli impianti più economici e prevedendo quindi lo smaltimento al minor costo possibile. Le alghe infatti potranno essere conferite agli impianti di recupero presenti sul territorio come le Strillaie, oppure appunto alla Solemme. Sempre che a Monterotondo vada avanti il progetto di ristrutturazione dell' impianto… perché non dobbiamo dimenticare che le mille tonnellate che abbiamo trattato quest'anno rappresentano solo una piccola parte di quanto la laguna ogni anno produce».

Riguardo all'impianto di Carboli, di recente il Tar ha respinto i ricorsi riconoscendo legittima l'autorizzazione della Provincia all'ampliamento dell'impianto per la produzione di fertilizzante. «La decisione del tribunale amministrativo nel riconoscere la legittimità dell' operato dell'amministrazione provinciale consente lo sviluppo dell'impianto di Carboli che, per il suo alto profilo ambientale, si pone a servizio e a vantaggio di tutta collettività territoriale. Io mi auguro che questa decisione contribuisca a rimuovere gli ostacoli che fino adesso hanno impedito l'ampliamento di un impianto necessario prima di tutto per il territorio, indispensabile per conseguire gli obiettivi di raccolta differenziata, di riuso di materiali organici provenienti dalla raccolta differenziata e dei fanghi dei depuratori di Acquedotto del Fiora»

In cosa consiste il progetto di ampliamento di Solemme? «Si tratta di un progetto ad altissimo valore tecnologico che di fatto annulla le emissioni di odori, anche se è il caso di evidenziare che già adesso i numerosi controlli che vengono effettuati dagli organi preposti hanno sempre accertato la regolarità della gestione e l'assenza di odori».

Ma in concreto quali vantaggi ci sarebbero per la nostra comunità? «Tre vantaggi: uno di natura ambientale, uno di natura economica e poi un incremento dell'occupazione. Sotto il profilo ambientale l'impianto è funzionale al raggiungimento dei livelli di raccolta differenziata e di riciclo, perché i rifiuti organici, i fanghi e il verde non vanno in discarica ma vengono trasformati in compost e diventano fertilizzante. Il compostaggio inoltre offre un contributo significativo al raggiungimento dell' obiettivo di recupero di materiale che la regione ha fissato al 70% della raccolta dei rifiuti. Sotto il profilo economico, invece, l'impianto di Carboli rilancia nella nostra provincia un'attività di investimento di notevole entità, con buona e stabile occupazione. Sono in ballo 15 milioni di euro di nuovi investimenti e 20 nuove unità di personale assunto a tempo indeterminato. Non mi sembrano cose da poco».

Lei parlava prima di ammendante verde. Cos'è esattamente? «L'uso di ammendante verde per le pratiche agricole è diventato ricorrente perché riduce l'utilizzo dei concimi chimici e in tal modo si abbattono i costi di produzione dei prodotti agricoli. Non a caso le associazioni di categoria degli agricoltori hanno sottoscritto specifici accordi di programma per incrementare l'uso del compost in agricoltura. Impiegare ammendanti in agricoltura serve a veicolare sostanza organica verso l'agroecosistema. In questo modo si garantisce la conservazione della fertilità fisica (lavorabilità, porosità, areazione, drenaggio, etc) e la fertilità chimica (soprattutto azoto, fosforo, potassio) possono essere gradualmente riconsegnati, al suolo e assorbiti dai vegetali. Stiamo parlando di un ciclo pulito».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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