Il dolore
«Non voglio avvocati, mi difendo da solo»
GROSSETO. «Ah ma io voglio difendermi da solo! L’avvocato non lo voglio». Capita di rado, molto di rado, anche a Grosseto. Ma capita. È capitato ieri in Tribunale nell’aula dove si stava svolgendo l’u...
GROSSETO. «Ah ma io voglio difendermi da solo! L’avvocato non lo voglio». Capita di rado, molto di rado, anche a Grosseto. Ma capita. È capitato ieri in Tribunale nell’aula dove si stava svolgendo l’udienza del giudice di pace. Un imputato che ha rifiutato l’assistenza del legale. La difesa è un diritto ma anche un dovere e non si può andare davanti al magistrato senza l’assistenza tecnica. Lo insegnano ai futuri legali. Ci sono casi “storici” di processi di stampo terroristico.
Ma l’uomo, un cinquantenne che doveva rispondere di un’accusa di minacce, non ne voleva sapere. Non è che ce l’avesse con questo o con quell’avvocato. Ce l’aveva proprio con l’istituto della difesa: «È un’imposizione e io non voglio imposizioni», aveva detto alla precedente udienza. Il giudice di pace aveva ascoltato le parole dell’uomo, le aveva fatte mettere a verbale ma aveva ricordato all’imputato che la difesa era imprescindibile.
Ieri mattina, alla nuova udienza, l’avvocato di ufficio si era comunque presentato dopo aver avvertito il consiglio dell’Ordine di quanto era avvenuto in precedenza. L’Ordine ha inviato propri rappresentanti ma l’uomo non ha mostrato di voler tornare sui propri passi. Il giudice ha nominato difensori due dei legali inviati dal consiglio per dare avvio al processo, visto che era arrivata la parte offesa, una funzionaria di un ufficio pubblico della provincia con il quale l’imputato ha un contenzioso per alcune cartelle esattoriali: parte offesa e anche unico testimone. Alla fine la questione si è risolta. E anche senza che fosse strettamente necessario l’intervento dell’avvocato: ieri mattina la parte offesa ha rimesso la querela, il procedimento si è fermato.
(p.s.)
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