Proteste
«Le aziende chiedono risposte concrete»
Danni dell’alluvione, Rosalba Fanciulli (Pd) vuole chiarimenti dalla Bramerini e da Luca Sani
ALBINIA. Rosalba Fanciulli, esponente di spicco del Pd di Albinia, ma anche imprenditrice che ha avuto molti danni nell’allvione dell’anno scorso, scrive una lettera aperta ad Annarita Bramerini, e alle istituzioni, perché trovino il modo di far arrivare qualche aiuto economico alle aziende della zona. In fondo lo Stato, che non ha provveduto alla manutenzione dei fossi e dei fiumi (pubblici) ancora non ha fatto nulla per la zona. Solo parole vuote. Con le quali non si pagano le scadenze. Inoltre non c’è neppure stato un provvedimento per il rinvio di tasse e muti.
«Ad un anno di distanza dal tragico evento alluvionale che ha colpito la Maremma – scrive Rosalba Fanciulli – sollecito le istituzioni a rinnovare il proprio impegno, facendo il punto della situazione in merito ad aiuti, bandi e ripresa lavorativa delle aziende colpite. In particolare, riconoscendo il lavoro svolto dalla Regione e dalla Provincia, chiediamo proprio alla Regione Toscana di avere chiarimenti in merito all'art 5 delle “Disposizioni per la concessione di agevolazioni alle imprese danneggiate dagli eventi alluvionali di cui al decreto del presidente del consiglio dei ministri del 23 marzo 2013».
«Da una parte sottolineiamo ancora una volta che consideriamo una grave mancanza il fatto che non venga contemplato il risarcimento del mancato guadagno e delle scorte – dice ancora Fanciulli –. Su quest'ultimo aspetto la Regione aveva presentato una richiesta per l'inserimento di tale previsione nella legge di stabilità. Vorremmo pertanto conoscere lo stato dell'arte. Inoltre vorremmo capire meglio i criteri che riguardano le agevolazioni alle aziende in caso di ripristino e acquisto di macchinari, ed in particolare cosa si intenda con la dicitura “stesso modello”. Significa stesse qualità o rese lavorative? O, peggio, stessa marca e ditta di produzione? Perché stando a questa ultima opzione la realizzazione di una piena e concreta ricostruzione aziendale risulterebbe ormai improbabile, non dimenticando il fatto che molte ditte manifatturiere o artigianali lavorano, o meglio lavoravano, da tempo con attrezzature non aggiornate alle nuove e continue proposte del mercato. Nel caso si riuscisse a tornare competitivi sul proprio mercato di produzione andando a sostituire due o più macchinari alluvionati con uno soltanto ma di nuova tecnologia, con il quale integrare con un solo bene le funzioni dei precedenti, sarebbe questa una strategia aziendale legittimamente riconosciuta dai bandi? Inoltre chiediamo all'assessore Bramerini di persistere nella richiesta di prorogare di un ulteriore anno i mutui accesi dalle aziende alluvionate. Purtroppo dobbiamo prendere atto della latitanza in tutta questa vicenda del governo centrale. Per questo chiediamo all'on. Sani, che tanto ha fatto per il comparto agricolo, alla Provincia e ai nostri rappresentanti in Regione di impegnarsi ulteriormente per garantire chiarezza ed accessibilità».
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