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La mosca olearia fa strage Poco frutto, resa bassissima

SEGGIANO. Gli olivi, risorsa di eccellenza del Monte Amiata, in questo 2013 tradiscono gli olivicoltori. Un mezzo disastro, tanto che ci sono tantissimi proprietari che possiedono poche piante e...

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SEGGIANO. Gli olivi, risorsa di eccellenza del Monte Amiata, in questo 2013 tradiscono gli olivicoltori. Un mezzo disastro, tanto che ci sono tantissimi proprietari che possiedono poche piante e nemmeno vanno a cogliere quelle poche olive rimaste sugli alberi.

La mosca olearia, infatti, sicuramente favorita dalla stagione per niente adatta ad un buon raccolto di olive, ha attaccato anche più volte le piante delle superbe olivastre seggianesi, una delle qualità arboree di eccellenza del Monte Amiata e in genere abbastanza resistenti a malattie e al freddo. Quest’anno, invece, anche loro hanno dovuto cedere all’attacco della mosca. La maggior parte delle tantissime olive che gli alberi avevano, sono tutte cascate e ai piedi degli olivi c’è un vero e proprio strato inutilizzabile.

A parte qualche oasi felice nella montagna, tutta la fascia degli oliveti della valle di Montegiovi e di Seggiano, ha mantenuto sulle fronde poco frutto, che per lo più viene colto a mano, senza l’aiuto delle macchinette, perché le olive sono molto rade. Oriano Savelli, presidente del Consorzio olivastra seggianese, Seggiano dop, spiega la situazione e le motivazioni: «Le bizzarrie della stagione ci hanno condito a dovere, quest’anno - afferma - L’attacco della mosca, le troppe piogge, la mancanza di freddo e di sole per asciugare le olive hanno provocato un netto calo della raccolta. Non sappiamo, al momento, la consistenza precisa delle perdite, perché la stagione delle olive è tuttora in corso. Posso dire che chi ha la certificazione dop ha già raccolto e finito e non ha rinunciato a un po’ di olio: olive non abbondanti e olio di media qualità, con una resa bassissima».

Infatti, i numeri della resa delle olive, che in Amiata sono sempre alti (oltre il 20% e a volte fino al 25-26%), quest’anno hanno dato filo da torcere, toccando, al ribasso, anche 9-10%. Una miseria, considerando anche il magro raccolto. «Alcuni - aggiunge Savelli - hanno salvato il salvabile con trattamenti alle piante, ma gli attacchi della mosca sono stati più di uno e per questo non siamo riusciti a fronteggiare il tutto in modo completo. E anche in questi giorni in cui si prova a raccogliere, la piovosità è alta e non c’è sufficiente sole. Anno complicato, insomma, con quantità molto inferiori al consueto ed una qualità non al top».(fi.bo.)

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