La manifestazione
I graffi su Bilella non sono di Francesca
Lo esclude la perizia della Procura, oggi l’interrogatorio: ieri il custode ha pregato in carcere insieme al cappellano
GROSSETO. C’erano alcuni graffi sulle braccia di Antonino Bilella, il custode di villa Adua a Potassa, accusato di aver ucciso e fatto sparire il corpo di Francesca Benetti. C’erano segni che, sulle prime, sembravano compatibili con le ferite lasciate da un’unghia femminile, un’unghia curata come quella della proprietaria della grande casa a pochi chilometri da Bagno di Gavorrano. Ma la perizia medico legale chiesta dalla Procura proprio su quei graffi racconta qualcosa di diverso: quei segni sulle braccia del custode non sono stati lasciati da una donna, da un’unghia che si è aggrappata con forza alla carne dell’uomo che la stava uccidendo. Quei segni erano stati provocati da qualcos’altro: dai lavori che ogni giorno l’uomo svolgeva nel terreno della villa, dalla cura delle piante o degli attrezzi.
La risposta del consulente della Procura che ha esaminato quella ferita lunga tre centimetri, sarà riferita oggi al custode sessantanovenne che è rinchiuso nel carcere di Grosseto in una cella in isolamento. Oggi in via Saffi torneranno i sostituti Marco Nassi e Salvatore Ferraro, quasi certamente insieme al procuratore capo Francesco Verusio che sta coordinando i lavori del pool, insieme agli avvocati difensori di Bilella, Francesca Carnicelli e Alessandro Bartolozzi.
Ieri i suoi legali sono tornati in carcere. «Continua a ripetere che con questa storia non c’entra niente», dice Francesca Carnicelli. Una versione che il custode, arrivato da Torino proprio per lavorare a villa Adua, non ha mai cambiato dal giorno in cui è stato rinchiuso in carcere. Nemmeno quando i suoi avvocati lo hanno informato che le tracce di sangue trovate sulla sua Fiat Punto, avevano un profilo genetico compatibile con quello di Francesca Benetti.
Nella sua cella in isolamento, ieri Antonino Bilella ha voluto incontrare don Enzo Capitani. Ha pregato insieme al cappellano del carcere, ha raccolto i pensieri. Ma ha detto, ancora una volta, che lui con la scomparsa di Francesca Benetti non c’entra niente. Durante l’interrogatorio di garanzia, Bilella si era avvalso della facoltà di non rispondere. Oggi potrebbe raccontare ai sostituti e al capo della Procura come siano andate davvero le cose. La speranza degli inquirenti è questa: dare un’accelerazione alle indagini e soprattutto avere un’indicazione precisa su dove sia stato nascosto il corpo di Francesca Benetti. Corpo che anche ieri i carabinieri hanno cercato intorno alla villa, in un raggio di circa sei chilometri da quella casa dove sono state trovate tante tracce di sangue. Concentrate nella cucina, scoperte nella camera da letto e in bagno. E poi trovate sull’auto dell’uomo.
@francegori
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