Finanza
Andrea Coratti: «Buona offerta professionale»
Il chirurgo conferma la “corte” fiorentina di Monica Calamai. Dovesse partire, a Grosseto si aprono molte incognite
«È inutile smentire. Che io abbia ricevuto una proposta per Careggi è vero. Il progetto è molto interessante, professionalmente parlando. Non c'è però alcuna proposta economica stratosferica, come sarebbe stato detto da qualcuno. Sto ancora valutando la cosa. Ci sarà una selezione pubblica, poi vedremo».
Non una parola di più, non una di meno. Il professor Andrea Coratti è così. Non ama i riflettori.
E deve essergli costato fatica ieri mattina rispondere, dopo molte insistenze, alla nostra domanda su quanto c'era di vero a proposito di un suo imminente trasferimento a Firenze, all'azienda ospedaliero universitaria di Careggi guidata da qualche mese da un’altra maremmana, quella Monica Calamai che è moglie del sindaco Emilio Bonifazi (vedi articolo a lato, ndr).
Il legame con la città. Coratti, si sa, è molto legato a Grosseto, alla città, all'azienda sanitaria che gli ha permesso di crescere e diventare ciò che è oggi. Grossetana è la moglie, la dottoressa Irene Baldi (chirurgo vascolare). Qui sono nati i due figli (che oggi hanno 3 e 6 anni). Sulla scelta di puntare su un ulteriore avanzamento di carriera, spostandosi a Firenze, peseranno anche questi fattori. Ma ciò che si chiedono oggi i grossetani è cosa succederà, nel caso di una partenza di Coratti, al settore d'eccellenza della sanità maremmana. Su questo punto il diretto interessato non commenta.
Sirene fiorentine. Che Andrea Coratti sia ormai un medico di fama internazionale non è una novità, parimenti la Asl 9 non può garantirgli risorse illimitate, né percorsi di carriera mirabolanti. Coratti è corteggiato non solo in Italia, ma anche all'estero. Ci sono direttori generali disposti a riconoscergli indubbi meriti professionali e concedergli finanziamenti e libertà di manovra sul fronte dello sviluppo della robotica. E sarebbe proprio questo aspetto che stimola Coratti.
Mezze conferme. Pur mancando il sigillo dell'ufficialità da parte dell'azienda sanitaria (ieri il direttore sanitario Danilo Zuccherelli si è limitato a dire che al momento la direzione dell'Asl 9 non ha commenti da fare), le conferme ufficiose della partenza di Coratti giungono sia dall'ospedale Misericordia che dal terzo piano di villa Pizzetti, la stanza dei bottoni. E ancora da alcuni settori del sindacato. Quasi tutti sono convinti che stavolta Coratti cederà alle proposte provenienti da Careggi, come hanno fatto in passato Pier Cristoforo Giulianotti e Fabio Sbrana (due volte, con una parentesi ad Arezzo), di fronte alle lusinghe americane. «È illogico che non se ne sia già andato - commentavano ieri mattina in ospedale alcuni operatori sanitari - uno con le sue capacità deve avere la possibilità di agire senza limitazioni economiche sul fronte dell'innovazione. E qui le condizioni per fare ricerca si stanno complicando».
Lo staff. Il contributo di Coratti alla crescita della chirurgia grossetana, e in particolare della robotica, ha il volto di un gruppo di professionisti che, al suo fianco, in questi anni ha saputo migliorarsi e farsi apprezzare. Un gruppo di chirurghi, fra i quali c’è anche il fratello Francesco, capace di tenere alto il livello dal punto di vista qualitativo e quantitativo e che adesso dovrà dimostrare di essere in grado di camminare con le proprie gambe. Sempre se non lo seguiranno a Firenze.
Che succede ora. Dal 2014, insomma, si volta pagina. Nel momento in cui si perfezionerà il passaggio del primario da Grosseto a Careggi saranno avviate le procedure concorsuali per la nomina del sostituto. I tempi per l'espletamento di un concorso di questo tipo sono lunghi.
Richiedono mesi, durante i quali la scuola di robotica e la chirurgia del Misericordia non devono rimanere sguarniti dal punto di vista operativo e direzionale. Ed è quello che nei prossimi giorni la politica chiederà a Fausto Mariotti. Ma siamo certi che il direttore generale non si farà trovare impreparato all’appuntamento.
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