Il Tirreno

Grosseto

Valigia mai spedita: risarcita

Un caso internazionale per il Giudice di pace, condannata la compagnia aerea

2 MINUTI DI LETTURA





MASSA MARITTIMA. Nessuno, nella città del Balestro, ha alzato un dito quando a Massa Marittima è arrivata la notizia della chiusura dell'ufficio del Giudice di pace, nonostante i tanti casi trattati e nonostante che spesso i diritti dei cittadini vengano fatti valere proprio in quella sede. Come è successo a una massetana che si è trovata costretta a denunciare una compagnia aerea che le aveva perso la valigia. Andando così a toccare anche aspetti di diritto internazionale.

Bisogna fare un passo indietro e tornare alle vacanze di Natale del 2007, quando la donna si è imbarcata su un volo della Royal Air Maroc in partenza dall'aeroporto di Fiumicino con destinazione Casablanca. La donna, una volta atterrata in Nord Africa, però, non ha trovato più il suo bagaglio e qui, la sua vacanza è diventata un'Odissea. Prima ha dovuto noleggiare un'auto, spendendo 990 euro, per raggiungere Marrakech, dove le era stato consigliato di andare a vedere se la valigia fosse arrivata. Poi, tornata a Casablanca, senza vestiti di ricambio e senza le medicine che stava assumendo per una grave malattia, è stata costretta a trasformare i suoi giorni di vacanza in una vera e propria caccia ai farmaci. Senza contare che nella valigia c'erano anche gli abiti che la donna avrebbe voluto indossare per Natale e Capodanno. Per tutta la durata del soggiorno in Marocco, il bagaglio della donna non è mai arrivato a destinazione. La valigia, lei, l'ha trovata al suo rientro in Italia, dove le è stato spiegato che di fatto, quel bagaglio non era mai stato imbarcato.

La Royal Air Maroc ha offerto alla donna soltanto 257,04 euro come «straordinario proposito amichevole». Rimasta per due settimane senza abiti, senza biancheria e senza medicine, costretta ad acquistare tutto il necessario per le vacanze, la signora ha deciso di andare avanti e, difesa dall'avvocato Cristina Solignani, si è rivolta al giudice di pace di Massa Marittima Adriano Simonetti.

Il magistrato ha condannato la compagnia aerea al pagamento di 800 euro di risarcimento danni alla donna per l'acquisto degli abiti e dei medicinali, oltre che come risarcimento di danni morali derivati proprio dal non poter trascorrere tranquillamente le due settimane di ferie fissate in Marocco. Non le è stato però riconosciuto il rimborso dell'auto noleggiata perché non è stato possibile dimostrare che fossero stati proprio i dipendenti dell'ufficio della compagnia aerea di Casablanca a consigliarle di andare a Marrakech. Il giudice Adriano Simonetti ha anche condannato la compagnia aerea a al pagamento delle spese di giudizio che sono state calcolate in 1.500 euro, delle quali mille a titolo di onorari. (f.g.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web