La manifestazione
Una mozione “salva pendolini”
Lucia Matergi in Regione: «Massimo impegno per salvare la Tirrenica e il 9762»
GROSSETO. Altra giornata di fuoco, ieri, sul fronte del trasporto ferroviario in odore di tagli da parte di Trenitalia. Per evitare lo smantellamento della linea Tirrenica, ieri si è mossa ancora una volta la Regione Toscana, che in queste ultime settimane ha rafforzato te il pressing su Governo e Trenitalia a fianco di pendolari e utenti.
Ieri sera è stata approvata all’unanimità in consiglio regionale una mozione di cui è firmataria la consigliera regionale grossetana Lucia Matergi (Pd): una mozione a difesa del sistema ferroviario nazionale e regionale e che fa riferimento esplicito al treno 9762. La mozione, spiega lei, ha ricevuto sostegno bipartisan da centrosinistra e centrodestra, essendo il trasporto ferroviario «tema considerato dirimente per la Toscana». La consigliera sottolinea il «massimo impegno per contrastare l’impoverimento della linea ferroviaria Tirrenica: il 9762 - spiega - può essere messo in discussione solo se si realizzano soluzioni alternative vere. Questo l’accordo tra Regione toscana e Trenitalia, una questione di pari opportunità perché il lavoro va tutelato, quello pendolare e non».
Un aspetto quest’ultimo su cui calcano anche i pendolari di Grosseto, che ricordano l’accordo stabilito a suo tempo: «confidiamo che venga onorato - dicono - l’impegno formale tra istituzioni e Trenitalia, secondo cui si garantì che la deviazione del treno 9762 sarebbe avvenuta solo garantendo ai cittadini della costa Tirrenica una valida soluzione alternativa».
Sulla questione entra anche Pierandrea Vanni, sindaco di Sorano e responsabile Consulta Piccoli comuni di Anci Toscana. «L’Anci Toscana - dice Vanni - chiede che Governo e Parlamento affrontino con decisione i temi del trasporto ferroviario e sollecita Fs a rivedere scelte che considera sbagliate e penalizzanti». Vanni spiega di condividere e sostenere la posizione espressa dall’assessore regionale Vincenzo Ceccarelli e che vede la Toscana e altre otto regioni impegnate a difesa del trasporto a media velocità e a carattere interregionale. «Fs punta da tempo tutte le sue carte sull’Alta velocità. Tagliare ulteriormente gli Intercity significa impoverire i collegamenti in zone di grande mobilità, penalizzare gli utenti e aumentare il divario con le aree metropolitane. Una politica sbagliata e ingiustificata anche perché un’azienda che ancora appartiene allo Stato deve tenere conto, pur nell'ambito dei suoi bilanci, dell’interesse pubblico».
Elisabetta Giorgi
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