Attenzione
«Qualcuno ha perso due volte»
Il vicesindaco non usa giri di parole: errori nella scelta dei nomi
GROSSETO. Un commento sull'esito dei congressi locali e delle convenzioni del vicesindaco Paolo Borghi. «I risultati di domenica scorsa dimostrano prima di ogni altra cosa che qualcuno ha perso. E ha perso due volte. La prima volta insistendo in una spaccatura, apertasi in città, che ha consegnato a questo partito una nuova maggioranza, nonostante la discesa in campo di pezzi da novanta. Una seconda volta quando, a urne chiuse si è scoperta una condivisione generale su Renzi, che ribalta il risultato di ottobre. Segno evidente che superati certi personalismi si sta tornando alla politica. Dispiace invece che qualcuno continui a buttarla in caciara: prima raccontando la novella di un esercito di ascari che dagli altopiani etiopi sarebbe calato su Grosseto per condizionare il voto. Poi con l'ultima penosa vicenda delle dimissioni nel comitato di garanzia. Su entrambe le questioni vorrei fare un sintetico appunto: innanzitutto ricordare che tutti i ricorsi sono stati bocciati in ogni sede: da quella provinciale a quella nazionale passando per il regionale. E poi, riguardo ai garanti, ricordare che certe candidature, soprattutto quando siamo minoranza, vanno condivise, evitando magari di presentarle su Facebook due giorni prima delle riunioni. Il voto disgiunto tra congresso e convenzione evidenzia a mio avviso errori nella scelta dei candidati e nell'impostazione di una campagna astiosa senza una vera proposizione politica. Condivido quindi le parole di Azelio Bagnoli, renziano della prima ora, che richiama giustamente il Pd a un coinvolgimento dei territori nelle scelte. L'autostrada, per fare un esempio, vede una contrapposizione apparente (ma soprattutto tanta ambiguità) nel nostro partito. Chi è d'accordo, chi invece è contrario a parole ma non nei fatti, chi deve salvare una poltrona e quindi galleggia. Io credo che oggi Matteo Renzi non abbia bisogno di vassalli/valvassori/valvassini perché rimarcherebbe così gli errori di coloro che ritiene di poter superare, ma semmai di persone convinte da un disegno di cambiamento che dia nuovo respiro e prospettiva alla società italiana».
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