Il Tirreno

Grosseto

le udienze

Il comandante nel “fortino” impegnato su due fronti

GROSSETO. Francesco Schettino si sente sempre più assediato nel fortino. Si sente e di fatto, per molti aspetti, lo è. Lo è da quel 13 gennaio. L’ultimo “assalto” è quello del procuratore capo...

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Francesco Schettino si sente sempre più assediato nel fortino. Si sente e di fatto, per molti aspetti, lo è. Lo è da quel 13 gennaio. L’ultimo “assalto” è quello del procuratore capo Francesco Verusio, che ieri a udienza conclusa lo ha definito come «un uomo in fuga dalle sue responsabilità». L’avvocato Domenico Pepe ha dovuto replicare: «Il comandante non sfugge dalle sue responsabilità, tanto è vero che ha voluto affrontare il dibattimento ed ha voluto assistere sempre in aula a tutte le udienze».

Ma Schettino già al mattino si era lamentato del trattamento «non obiettivo» che a suo giudizio gli organi di informazione (tutti tranne uno, indicato espressamente) gli avrebbero riservato al termine dell’udienza di lunedì. Perché non sarebbero state messe in rilievo le affermazioni a proprio vantaggio emerse nel corso delle testimonianze. Ad esempio sul reale numero di compartimenti allagati, sulle azioni del comandante e sul loro significato, sul contenuto delle informazioni arrivate in plancia e altro ancora. «Dopo 45 minuti dall'impatto la situazione ancora non era chiara. La gente deve capire con chi ha a che fare. Schettino è una brava persona», ha detto prima dell’udienza l’avvocato Patrizio Lepiane. E del resto da qualche settimana la pattuglia di legali si era completata con l’ingresso di due avvocati incaricati di curare l’immagine nel significato più estensivo del termine.

Schettino quindi (da sempre) impegnato su due fronti: quello esterno, che riguarda la figura del comandante agli occhi del mondo; e quello interno, molto più importante dal punto di vista dell’esito finale del processo anche se parallelo e indirettamente connesso. Fronte, quest’ultimo, sul quale l’imputato ha riscosso solo parziali successi (come la testimonianza di Salvatore Ursino sull’abbandono nave) dopo 14 udienze. Ed è il fronte in cui lo stesso comandante si dà più da fare. In udienza, Schettino non si perde nulla: prende appunti, consulta il personal computer, rilegge verbali, si confronta, incita i suoi avvocati a contestare immediatamente quanto detto dal banco dei testimoni. “Comanda” anche dal banco degli imputati, quando con un gesto della mano invita i suoi legali (ieri è capitato più volte con l’avvocato Patrizio Lepiane, ad esempio) ad avere la pazienza di aspettare la conclusione delle parole del testimone prima di sollevare un’obiezione. Ma nemmeno lui, talvolta, si trattiene quando risuonano affermazioni a suo giudizio eccessive: scuote la testa, fa cenno di no, si fa vedere perplesso o incredulo. Ieri ha manifestato così la sua contrarietà alla domanda rivolta al comandante in seconda Christidis cui il pm aveva chiesto di dire se Schettino una volta al porto era asciutto come sullo scoglio.

Questo è Francesco Schettino. Che ha chiesto e ottenuto di non essere ripreso dalle telecamere durante il processo. E che deve affidarsi alla professionalità di chi fa informazione per dimostrare chi è realmente.(p.s.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web