La manifestazione
Gli allevatori reclamano risarcimenti
MANCIANO. Il lupo e gli ibridi non si sconfiggono con progetti come Ibriwoolf e Medwoolf. Tanti allevatori ne sono convinti e dunque, subito dopo il convegno del 22 ad Arcidosso (vedi articolo sopra),...
MANCIANO. Il lupo e gli ibridi non si sconfiggono con progetti come Ibriwoolf e Medwoolf. Tanti allevatori ne sono convinti e dunque, subito dopo il convegno del 22 ad Arcidosso (vedi articolo sopra), organizzato nell’ambito dei progetti messi in atto per la salvaguardia del lupo in purezza, loro si ritroveranno a Manciano per parlare di aziende e salvaguardia dei greggi, per richieste di risarcimento e per caldeggiare che le istanze dei parlamentari Luca Sani (Pd) e Monica Faenzi (Pdl)proseguano il loro iter in parlamento.
Il ritrovo è al cinema Moderno di Manciano il 25 novembre alle 10 con il convegno sul tema “Emergenza lupi in provincia di Grosseto. Tutela e risarcimento per gli allevatori”. Organizza il gruppo Udc in consiglio regionale della Toscana. Presiede Giuseppe Del Carlo, consigliere regionale, partecipano il sindaco di Manciano, Marco Galli, Virgilio Manini, presidente del comitato promotore agnello Igp, Enzo Rossi, assessore allo sviluppo rurale Provincia Grosseto, Giovanni Lamioni presidente Camera di Commercio di Grosseto, Mirella Pastorelli, insegnante a difesa del territorio.
In particolare Virgilio Manini, che da anni è in prima fila per la soluzione di un problema che sta falcidiando aziende e greggi, anticipa che nella sua relazione farà «un passaggio su tutto quello che accaduto nell’ultimo periodo, citando il danno economico subito da tutti gli allevatori del Grossetano, la perdita di posti di lavoro, il danno ambientale, il rischio idrogeologico, il problema degli incendi. Mi farò portavoce delle richieste di risarcimento danni diretti e indiretti e ribadirò con forza la necessità di portare a conclusione l’iter parlamentare avviato dagli onorevoli Sani e Faenzi a tutela di un settore economico strategico per il territorio».
Intanto, ci sono molte voci di allevatori che non digeriscono assolutamente il dispendioso progetto Ibriwoolf e ne sottolineano l’inefficacia. Si fa portavoce di questa opinione Ciacci, di Saturnia, che afferma: «Sto utilizzando le reti elettrificate, ma tutto è inutile. Nel 2013 ho perduto, come risulta dal registro anagrafico, 153 capi. Un valore che è più del fatturato di un anno intero. Adesso, poi, oltre i recinti c’è anche la trovata dei cosiddetti dissuasori che hanno efficacia relativa, purtroppo, e non esito a dire che lasciano il tempo che trovano».
Si tratta di valigette che costerebbero alla Provincia sui 400 euro l’una. «Marchingegni – spiega Ciacci – che emettono suoni che dovrebbero scoraggiare i predatori. Il mio vicino ne ha uno con un raglio di somaro che alle 5 comincia ad agitarsi. Ma l’orario costante viene riconosciuto dagli animali e dunque anche questo accorgimento serve a poco. Ci vuole altro che un raglio per salvare le nostre aziende», conclude Ciacci. (f.b.)
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