Sicurezza
Ceccarelli: «Peep Pizzetti, stiamo preparando il ricorso»
GROSSETO. Case popolari in zona Pizzetti: ci sono 8 milioni da ripianare. Ora, mentre famiglie e cooperative coinvolte tremano, il Comune risponde alle critiche arrivate dall’opposizione e annuncia:...
GROSSETO. Case popolari in zona Pizzetti: ci sono 8 milioni da ripianare. Ora, mentre famiglie e cooperative coinvolte tremano, il Comune risponde alle critiche arrivate dall’opposizione e annuncia: «Stiamo lavorando sul tipo di ricorso e studiando le carte».
Il caso continua a tenere banco. Due proprietari terrieri, a loro tempo espropriati dal Comune che ha dato il via all’area popolare, hanno vinto la causa davanti la Corte di appello di Firenze e devono avere un bel gruzzolo. Ma chi metterà i quattrini necessari per ripianare la differenza su quanto elargito dalle casse comunali e quanto dovuto ai due privati? In ballo ci sono i 400 acquirenti delle abitazioni in zona popolare: si parla di una mazzata da 25mila euro a famiglia; e le cooperative, invischiate dal vincolo di solidarietà con chi ha comprato le abitazioni.
Tanto è bastato a far scoppiare il finimondo. Anche perché, aveva accusato ieri il capogruppo di Fratelli d’Italia, Fabrizio Rossi, la quinta commissione (Controllo e garanzia, ndc) era saltata. «Famiglie, cooperative e imprese delle aree popolari – ribatte l’assessore al Peep, Luca Ceccarelli - sono al centro delle preoccupazioni dell'amministrazione. Tanto che stiamo lavorando sul tipo di ricorso da fare». Ceccarelli assicura che «un incontro con l'avvocato è previsto anche questa sera (ieri per chi legge, ndc), ma il Comune sta pure cercando di trovare accordi sulle modalità di pagamento». Tutto nasce nel 2007, dalla sentenza della Corte costituzionale e dalla Finanziaria successiva «che hanno consegnato nelle mani dei privati proprietari dei terreni una legittima occasione di ottenere più soldi». L’assessore ricorda, sibillino, che «le procedure di esproprio sarebbero dovute partire già nella prima metà degli anni Duemila». A ogni modo, «oggi come oggi, risarcire 8 milioni di euro ai ricorrenti come conguaglio è una cosa difficile». Per l’esponente piddì «mentre l’amministrazione è impegnata a favorire in tutti i modi un pagamento il più indolore possibile per cittadini, cooperative e imprese, altri si preoccupano di convocare le commissioni per mettere alla gogna il Comune come se fosse all'origine del problema».
Quando si parla di concordare le date delle commissioni «s’intende una cosa precisa che non ha nulla a che fare con il comunicare ora e luogo 24 ore prima e poi affermare che si è tentato più volte di riunirsi».(m.b.)
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