Il dolore
«Bieca politica». Gli assessori si stringono al sindaco
CAPALBIO. In 6 fanno quadrato attorno all’ex sindaco di Capalbio Bellumori, “caduto” dopo le dimissioni in massa dei consiglieri, e scrivono una lettera di fuoco. Le firme in calce (accanto a...
CAPALBIO. In 6 fanno quadrato attorno all’ex sindaco di Capalbio Bellumori, “caduto” dopo le dimissioni in massa dei consiglieri, e scrivono una lettera di fuoco. Le firme in calce (accanto a Bellumori) sono quelle di Marco Donati, Luigi Trabucco, Gian Carlo Nardi, Giacomo Uccelletti, Andrea Serra e Alessandro Continenza, ovvero i suoi assessori. «Motivazioni pretestuose solo per prendere le distanze dall’amministrazione e avviare altri percorsi politici - scrivono loro - stanno alla base del gesto grave e irresponsabile perpetrato alla comunità di Capalbio e alla gestione dell’amministrazione comunale tutta. Bieca politicheria e personalismi hanno rilevato l’assenza di attenzione al bene comune e al generale e pubblico interesse. I cittadini sono stati considerati privi di ogni valore. Le gravi azioni dei componenti il gruppo misto sono state consumate in brevi termini temporali, precludendo qualsiasi discussione in grado di garantire alla legislatura di arrivare alla naturale scadenza. L’accordo di scopo elaborato sulla base di contributi con il gruppo misto non ha potuto produrre alcun effetto nonostante a volerlo fortemente fossero stati i componenti del Gruppo Misto medesimo che ad un certo punto hanno perso, a scapito della Comunità, il controllo della situazione e delle azioni. Il gesto è deprecabile e sconsiderato dal punto di vista politico e amministrativo. Lasciare il Comune nelle mani di un Commissario dopo 50 anni per motivi incomprensibili è un fatto che non sfugge all’opinione pubblica e all’elettorato capalbiese che unanimemente condanna quanto accaduto e giudica negativamente coloro che lo hanno consumato».
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