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«Schettino non ordinò messaggi»

GROSSETO. «Io avevo preparato tutto per lanciare il messaggio pan-pan per segnalare che la nave era in difficoltà ma non l’ho inviato perché non ho avuto ordini dal comandante. Mi disse “no”. L’ho...

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GROSSETO. «Io avevo preparato tutto per lanciare il messaggio pan-pan per segnalare che la nave era in difficoltà ma non l’ho inviato perché non ho avuto ordini dal comandante. Mi disse “no”. L’ho chiesto un paio di volte, ricevendo sempre una risposta negativa».

Così il responsabile dei servizi informatici della Concordia, Flavio Spadavecchia, 27 anni, dal 2004 con la Costa, ha ricostruito i drammatici minuti in plancia. E il segnale più grave di distress? «Fu inviato dopo che sentii un dialogo fra gli ufficiali di coperta e la capitaneria di porto di Livorno e Civitavecchia, ci contattavano via Vhf radio. Mi ricordo che un ufficiale diceva “siamo in black out e stiamo valutando la situazione”. Quando la capitaneria chiese se eravamo in distress allora Schettino disse di inviare il messaggio di distress». Spadavecchia, che chiamò l’unità di crisi con un cellulare passando poi l’apparecchio a Schettino, ha detto di aver poi salvato con la lancia un centinaio di passeggeri, facendo più volte («dieci-venti») la spola tra il porto e la nave, anche dalla parte della biscaggina di prora: «Abbiamo salvato chi si era buttato in mare, era in ipotermia».(p.s.)

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