Il Tirreno

Grosseto

Nasce il comitato contro il degrado nel borgo di Prata

di Alfredo Faetti
Nasce il comitato contro il degrado nel borgo di Prata

Chieste subito le dimissioni del Consiglio di frazione «Troppi problemi sottovalutati, il Comune ci incontri»

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MASSA MARITTIMA. Questa è una piccola rivolta nata per cambiare qualcosa. C’è un documento, firmato da una ventina di persone, che ufficialmente sancisce l’inizio della battaglia contro il degrado e l’abbandono del borgo. Sono i primi passi del comitato “Per Prata”, che si è formato nei giorni scorsi per chiedere cambiamenti concreti nella gestione da parte del Comune di Massa Marittima.

Sono proprio queste le prime parole del documento. «Il Comitato nasce dall'esigenza di difendere il Paese da un inesorabile declino e assenza di decoro urbano, per riportare all'attenzione del Comune una realtà ancora viva e che ha voglia di vivere, per porre fine al silenzio omertoso su una condizione architettonica e strutturale giunta ai limiti della decenza e per far sentire forte la voce di cittadini, che in quanto attivi contribuenti, non possono più vedersi negati i propri diritti».

Il documento di cui stiamo parlando è il primo verbale di seduta, redatto alla fine dell’incontro in cui è nato il comitato. Lo hanno firmato venti persone: una fetta di popolazione notevole, contando che siamo in una frazione da poche centinaia di anime. E come tutte le rivolte, anche questa nasce da una goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Le lamentele circa l’incuria di Prata infatti si sono rincorse negli ultimi mesi, trovando il loro apice in quel lampione installato su un muro senza protezione, in pieno centro storico. Un obbrobrio da ricondurre interamente all’Enel, come ha spiegato la giunta massetana in una nota, dove ha preso la palla al balzo anche per dire che «Prata non è abbandonata».

Appello caduto nel vuoto, visto che i più ostili all’operato del Comune hanno dato vita al nuovo soggetto paesano.

«Il Comitato è un'assemblea aperta, senza struttura verticistica dove ogni cittadino pratigiano vale uno e può esprimere la propria opinione. Ogni decisione, dopo discussione e confronto è presa a voto di maggioranza dell'assemblea» si spiega nel verbale, in puro stile robespierriano.

«Il Comitato è costituito da tutti i cittadini del paese che hanno volontà di partecipazione attiva alla vita socio-politica, privo di vincoli politici, senza scopo di lucro, nato per l'interesse esclusivo del paese». E con il nuovo comitato arrivano anche le prime richieste.

Prima di tutto, i firmatari chiedono la testa del consiglio di frazione.

Nella famosa nota sul lampione, infatti, l’amministrazione ha spiegato che tutte le decisione prese su Prata sono state concordate appunto con il consiglio. «Ma la realtà è un’altra - spiegano ancora i promotori del comitato - la delegazione comunale ha diminuito le sedute da due alla settimana a una soltanto, il manto stradale è disconnesso e ci sono buche in ogni strada del paese. Ne abbiamo individuate oltre 100 che sono pericolose e che hanno bisogno di interventi strutturali. In più, il consiglio di frazione non ha mai convocato un’assemblea pubblica annuale».

Ma l’attenzione maggiore del comitato è rivolta al Comune, a cui chiede un «incontro con sindaco e giunta, come avvenuto nelle altre frazioni per discutere il bilancio e porre domanda sulle mancate risorse di investimento sulla frazione nel documento di previsione». Domani sera il comitato si riunisce ancora, perché la piccola rivolta, a Prata, è appena iniziata e sembra proprio che questa volta la decisione sia quella di andare fino in fondo, proprio a partire da quello che non va.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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