Il Tirreno

Grosseto

«Irricevibili i 100 esuberi» La Cgil spera nel giudice

di Francesca Gori
«Irricevibili i 100 esuberi» La Cgil spera nel giudice

Fino al 21 nessun accordo con la società che dovrebbe rilevare l’azienda Conto alla rovescia per la decisione che prenderà il tribunale

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GROSSETO. «Centoventi persone al lavoro, ma per fare che?». La domanda, retorica fino a un certo punto, solleva un brusio nella sala delle assemblee della Cgil. A porla ai lavoratori della Mabro è l’avvocato Lorenzo Calvani, il legale fiorentino che qualche mese fa ha presentato la domanda per la dichiarazione dello stato d’insolvenza al tribunale. Le 120 persone alle quali fa riferimento Calvani sono quelle che verrebbero traghettate nella newco diretta da Giampietro Salvadori, la Bls srl Green Energy, creata appositamente per l’affitto del ramo d’azienda di Abbigliamento Grosseto. Soluzione, questa, che lascerebbe a casa un centinaio di dipendenti.

Ieri pomeriggio, l’azienda aveva chiamato a raccolta i sindacati per discutere del piano presentato da Maurizio Santoro e, appunto, da Giampietro Salvadori. Ma Cgil, Cisl e Uil hanno deciso di non partecipare e rinviare ogni discussione nel merito al 21 novembre, quando il tribunale si pronuncerà sulla richiesta di ammissione al concordato presentata dalla società.

«Il giudice ha tre strade davanti - ha spiegato l’avvocato Calvani - e questo documento, inviato venerdì mattina ai sindacati, ci sembra soltanto un modo per mettere pressione a chi dovrà decidere il da farsi».

Nei documenti inviati ai sindacati non c’è traccia per ora del piano industriale. C’è solo la comunicazione ex articolo 47, che chiede l’avallo dei sindacati rispetto all’affitto del ramo d’azienda. «Ma ci sono anche alcuni passaggi - dice l’avvocato - che potrebbero trarre in inganno i lavoratori». Come quello, in cui si dice che «in data 5 novembre il tribunale ha fissato udienza al 21 per l’audizione dell’amministratore unico, prodromica alla decisione in merito alla dichiarazione di apertura del concordato preventivo». Un passaggio che non è andato giù ai lavoratori e nemmeno alla Cgil. «Sembra che la cosa sia già stata decisa e che il giudice abbia già fatto la sua scelta - dice Nadia Perino - quando invece all’udienza di giovedì verrà ascoltato Santoro». Poi bisognerà decidere. Anche perché le prospettive non sembrano delle più rosee. Le 120 persone che resterebbero al lavoro confluirebbero nella nuova società, che ha sede a Campi Bisenzio e che acquisterebbe anche il capannone di via Senese. Le 99 persone che invece resterebbero in Abbigliamento Grosseto accederebbero alla cassa integrazione straordinaria e poi alla mobilità. Chi invece resta dentro, si legge ancora nel documento, «verrà scelto dando prevalenza al criterio delle esigenze tecnico-produttive ed organizzative, con assegnazione di un punteggio corrispondente, salvi gli ulteriori criteri che venissero concordati con le organizzazioni sindacali». In più, ci sono anche le iniziative promosse dalla Provincia per il ricollocamento dei lavoratori (cento), quelle della Regione e della Provincia per la riqualificazione (trenta) e l’accompagnamento al pensionamento (cinque soli dipendenti).

Numeri e strategie che hanno fatto sobbalzare i lavoratori e i sindacati, che hanno deciso di rimandare a dopo il 21 novembre qualunque tipo di decisione da prendere. «Non c’è traccia di piano industriale - ha detto Furio Santini, segretario della Filctem Cgil - e soprattutto non è stato rispettato quello che ci era stato chiesto, ovvero la consegna del silenzio prima che il giudice prendesse una decisione». L’assemblea alla Cgil, oltre che fare il punto sulla situazione dopo che venerdì mattina i sindacati hanno ricevuto i due documenti, è servita anche a ricompattare il fronte sindacale.

Sono bastate le parole di Calvani, quelle che hanno confermato che la rsu ha ancora una sua validità, a ridare fiducia ai lavoratori dopo che l’azienda, più di una volta, ha cercato di delegittimare la rappresentanza sindacale di base, perché ormai scaduta a maggio. «La rappresentanza resta in piedi fino a quando ci saranno nuove elezioni - dice - fino ad allora, l’azienda deve confrontarsi con chi è stato eletto». Elezioni che, ha confermato anche il segretario regionale della Filctem Luca Barbetti, si terranno il 15 dicembre.

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