Il dolore
Farmacie comunali, via al ricorso al Tar
5 Stelle e Sel chiedono al tribunale di sospendere la procedura in attesa del referendum
GROSSETO. Una corsa contro il tempo per attivare il referendum sulla vendita delle farmacie comunali. Nell’intreccio di date, tra buste con le offerte dei privati da aprire e contratti da siglare, spunta anche un ricorso al Tar che 13 dei 145 firmatari vogliono mettere in atto per non essere scavalcati dalle decisioni del Comune, senza prima conoscere l’esito del referendum. «Non volevamo arrivare a questo punto – spiega Cristina Citerni, Sel -, ma siamo costretti a rivolgerci alla giustizia quando la politica non risponde». In pratica l’atto di cessione sulle farmacie comunali potrebbe arrivare prima dell’attivazione del referendum, rendendolo inutile. Un problema già noto ai promotori che, nell’ultimo consiglio, avevano presentato mozioni per chiedere alla giunta di sospendere la procedura. «Quella del ricorso al Tar è l’ultima carta da giocare – spiega Giacomo Gori, 5 Stelle -. Le mozioni sono state respinte e non rimane che il tribunale per arrivare al referendum. Forse la questione è stata affrontata con superficialità da parte di qualche consigliere della maggioranza che ha creduto di trovarsi di fronte a un referendum consultivo. Invece sul risultato finale c’è un’efficacia vincolante che ci farà andare fino in fondo». La la corsa contro il tempo è appena iniziata, ma rischia di essere inutile senza alcuni passaggi intermedi. Il 3 dicembre è prevista l’apertura delle buste che porta alla valutazione delle offerte dei privati, un atto che da solo non basta a rendere inutile il referendum, ma che, unito alla stipula del contratto da parte del Comune, può vanificare la consultazione. «Abbiamo agito in fretta con il ricorso al Tar, dato che non sappiamo quando ci sarà la firma sull’atto di cessione – spiega il legale Claudio Fiori –, è l’unico modo ottenere dal tribunale un provvedimento di sospensione. Con i tempi attuali non può arrivarci prima del 10 dicembre, potrebbe essere già tardi, quindi non ci resta che confidare in una sospensione provvisoria». Novità sulla vicenda sono attese, a questo punto, verso la fine del mese, quando verrà reso noto se la sospensione provvisoria diventerà attiva, bloccando parzialmente l’atto di vendita delle farmacie.
Lorenzo Falconi
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