Sicurezza
La rabbia dei manifestanti «Il Pd dica cosa vuole»
Grillini all’attacco: «Rossi è per fare l’autostrada comunque, ma in Maremma tengono il piede in due staffe». E la Nicchi: «Questo è un furto storico»
GROSSETO. Tante bandiere del Movimento 5 Stelle e di Sel, poi quelle dei comitati ambientalisti e di quelli nati contro l’autostrada di Sat: erano in tanti ieri a protestare contro il progetto e a chiedere il ritorno all’ipotesi del 2001, quando doveva essere l’Anas ad adeguare l’attuale Aurelia lasciandola strada pubblica. In sostanza la parte a sud di Grosseto, secondo i manifestanti, dovrebbe diventare come quella a nord, a quattro corsie, con svincoli frequenti e strade parallele. Sempre che Anas trovi i soldi.
Ma in strada, ieri, è andata anche una forte protesta contro le posizioni un po’ ondivaghe del Pd. «Rossi a Firenze vuole l’autostrada a tutti i costi – dice Matteo Della Negra, esponente grillino – e qui in Maremma il Pd fa un comunicato in cui cerca di tenere i piedi in due staffe. Dicano chiaramente cosa vogliono, visto che i loro interessi sono ben legati a chi dovrebbe realizzare l’autostrada stessa».
Molte le critiche al doppio ruolo di Antonio Bargone, ex deputato del vecchio Pds, fedele di D’Alema e adesso titolare sia della poltrona di presidente di Sat che di quella di commissario per l’autostrada.
«Ce lo vedete allo specchio? - aggiungono i manifestanti – che chiede “si può fare lì l’autostrada commissario?” e poi ancora lui “certo presidente”. Ma ci vogliono prendere in giro?»
Da Gavorrano a bivio Ravi, da Potassa a Braccagni, da Fonteblanda a Orbetello la protesta è cresciuta chilometro dopo chilometro. E non per un tracciato o per un altro, ma solo per dire un netto “no” a qualunque ipotesi di autostrada. «Adesso ci espropriano l’Aurelia per regalarla a un privato – dice Giacomo Gori, di 5 Stelle –. Poi faranno lo stesso con la Firenze-Pisa-Livorno o la Grosseto-Siena. E ogni volta dovremo pagare un pedaggio per una strada che abbiamo già pagato una prima volta con le tasse. Questa è una truffa ai cittadini».
E Marisa Nicchi, deputata di Sel, ha parlato di «furto storico di una strada che è pubblica da duemila anni, quando la realizzarono gli antichi romani».
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