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Un nuovo piezometro per misurare la falda nella Valle dell’Inferno

MONTE AMIATA. La presenza di una trivella alla Valle dell’Inferno, poco meno di un chilometro sotto il prato della Contessa, sul Monte Amiata, ha messo in fibrillazione parecchie persone. Cosa ci fa...

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MONTE AMIATA. La presenza di una trivella alla Valle dell’Inferno, poco meno di un chilometro sotto il prato della Contessa, sul Monte Amiata, ha messo in fibrillazione parecchie persone. Cosa ci fa una trivella in quota, pressappoco al confine fra i comuni di Arcidosso e Santa Fiora?

La trivella c’è ed è posizionata nell’area sosta che si incontra scendendo verso la fonte delle Monache, ma – e qui si è sciolto il dubbio – sta facendo un lavoro programmato dalla Regione Toscana. Niente di preoccupante, anzi. L’opera in corso che sta effettuando sarà gradita anche ai più infervorati ambientalisti.

Si sta infatti facendo un foro per installarvi un piezometro, che è un apparecchio che serve per misurare il livello dei fluidi, acqua in questo caso. Una perforazione che, pare, sarà tutta “carotata” in continuo e che per questo permetterà di avere una stratigrafia immediata del terreno perforato. La questione, insomma, della misurazione effettiva del livello della falda acquifera amiatina, da anni nel mirino dei comitati antigeotermici che a più riprese hanno sostenuto che la falda si sta abbassando a causa dello sfruttamento geotermico in atto in Amiata, è da anni nell’agenda della Regione Toscana, che nel corso del tempo ha messo in funzione alcuni piezometri in alcuni punti programmati della montagna e che altri ne ha previsti entro breve.

Una grossa operazione che sarà utile per capire se il bacino acquifero è uno solo e quale portata abbia. Solo con dati certi infatti (e non solo ipotetici come è accaduto finora) sarà possibile stabilire se la falda rimarrà costante nel tempo o se diminuirà.

Dunque la trivellazione della Valle dell’Inferno è in fase di esecuzione e si andrà ad affiancare ai due piezometri già istallati a Bagnore (Santa Fiora) e ai due di Poggio Trauzzolo, uno posizionato sopra e uno sotto il poggio. Ne sono programmati pure altri due o tre, compreso uno che dovrebbe essere sistemato ad Abbadia San Salvatore che inizialmente aveva negato il permesso al posizionarmento e che adesso potrebbe dare l’autorizzazione.

I fori per i piezomentri non sono invasivi, arrivano al massimo a una profondità di 500 metri ed è necessario che vadano a toccare il punto di fratturazione dove c’è l’acqua. Solo così sarà possibile all’acqua fuoriuscire.

Per ora i piezometri che hanno offerto letture precise, cioè quelli di Bagnore e il secondo piezometro sotto Poggio Trauzzolo, danno come livello idrico 780 metri. Il primo piezometro di Poggio Trauzzolo è stato al centro di accese discussioni, anche da parte dei comitati, ma non solo. I lavori hanno subito varie interruzioni e anche i risultati ottenuti hanno fatto supporre che c’era qualcosa che non andava nel funzionamento degli strumenti. In ogni caso, la presenza di numerosi piezometri sarà l’unico modo per controllare e acquisire i dati sul bacino idrico e sul suo livello. (f.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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