Il Tirreno

Grosseto

«Questa è una sconfitta per Capalbio e la gente»

di Guido Fiorini
«Questa è una sconfitta per Capalbio e la gente»

Dopo la caduta, parla l’ex sindaco: «C’erano questioni fondamentali da chiudere, Bianciardi e gli altri si sono presi una grossa responsabilità»

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CAPALBIO. «Ha perso Capalbio». È amareggiato Luigi Bellumori, qualche giorno dopo le dimissioni in consiglio comunale che lo hanno lasciato senza maggioranza. «Ma non sono stato sfiduciato, sia chiaro. Non hanno avuto il coraggio di venire in consiglio a discutere la mozione di sfiducia, non hanno avuto il coraggio di affrontarmi. Sono sgattaiolati via prima, la loro decisione era presa da tempo. E l’opposizione ha fatto il suo, ne ha approfittato. Loro li capisco».

Si ripresenterà candidato a sindaco il Gigi capalbiese, due giorni fa il Pd provinciale lo ha di nuovo investito, ma in questi mesi contava di portare a termine alcune questioni fondamentali per il suo paese, fra le quali due accordi di programma con milioni di investimento sul territorio. E invece non potrà fare altro che tornare a lavorare alla Bcc della Costa d’Argento, in attesa delle elezioni di primavera.

«Hanno perso i cittadini e le imprese – spiega ancora -. Il commissariamento è una sconfitta per tutto il paese e per un modello di amministrazione che aveva lavorato bene sui temi fondamentali, dalla scuola, alla sanità, alle infrastrutture, alla gestione del territorio».

E invece?

«Invece il mio vicesindaco (Settimio Bianciardi, ndr), in accordo con Lucia Biagi (capogruppo dell’opposizione, ndr) ha deciso di far cadere in anticipo l’amministrazione, prendendosi una grossa responsabilità. Forse non si è reso conto fino in fondo del male che stava facendo al paese, ma tutti i tentativi di mediazione che ho fatto non sono andati a buon fine. E pensare che quando lei lo accusò pesantemente in consiglio e ne chiese le dimissioni, tre anni fa, lo difesi con tanta violenza che mi presi una querela, peraltro poi vinta. E oggi si sono accordati contro di me. Le cose, in politica, cambiano in fretta».

Tutto è iniziato il 3 settembre scorso.

«Quel giorno Settimio si dimise da vicesindaco. Con la costituzione del gruppo misto (con Giorgio Stefanelli, Patrizia Puccini, Donatella Tocci e Paolo Simoni, ndr) in un primo momento pareva che l’intenzione fosse di stimolo all’amministrazione. In realtà, nonostante numerosi miei tentativi, non c’è stato alcun passo avanti, nessuna volontà di mediazione. Sia chiaro, con Settimio c’è un legame forte che va al di là della politica e che non verrà mai meno, ma politicamente non è stato capace di discutere, pensa solo che tutto debba esser fatto secondo le sue idee».

Ma quali erano i temi contestati?

«Numerosi, dalla fascia costiera, ai parametri perequativi del regolamento urbanistico, alla valorizzazione del vecchio comune, alle zone verdi, al percorso dei sapori e non solo: temi importanti, da portare avanti insieme. Il 9 novembre gli ho inviato una mia proposta di accordo di scopo, per andare avanti. Ma non c’è stato modo di parlarne con lui: una volta era a caccia, un’altra a raccogliere le olive... Così siamo arrivati alle dimissioni. Mi pare chiaro che la decisione fosse stata presa a prescindere. Si sono presi una grossa responsabilità».

In questi giorni abbiamo letto di tutto. Anche ipotesi fantasiose, come se le dimissioni fossero legate alla vicenda del biogas.

«Macché biogas. Non c’entra proprio nulla. Quegli atti, per i quali peraltro c’è stata la recente sentenza del Tar che condanna la Provincia e chiama in causa anche noi senza peraltro contestare le nostre procedure, sono stati approvati all’unanimità dalla maggioranza. Eravamo tutti d’accordo. Così come eravamo tutti d’accordo su atti fondamentali dell’Amministrazione».

Quali?

«L’accordo con Sacra per la gestione della fascia costiera, per esempio, nel 2010. Oppure l’approvazione, in un anno, del regolamento urbanistico, tempi da record se si guardano altri Comuni. E poi la gestione delle emergenze. Non dimentichiamo che negli ultimi mesi abbiamo avuto la più grande nevicata degli ultimi decenni, l’alluvione del 12 novembre scorso e un fulmine che ha bruciato i server del Comune e bloccato il lavoro per settimane. Eppure ne siamo usciti a testa alta, compatti».

Con Sacra dovrete parlare. C’è il rischio di un risarcimento milionario.

«Alla luce della sentenza mi pare inevitabile che si vada a una trattativa. E certo ci sarebbe voluta un’amministrazione in carica. Ma non è solo per questo che dico che si sono presi una responsabilità grossa».

E per cosa altro?

«Un esempio? Ci sono aziende locali che, per il patto di stabilità, devono avere da noi il pagamento di fatture per oltre 200mila euro. Sarà tutto rinviato all’anno prossimo. Poi c’è da gestire la vicenda del contenzioso con l’avvocato Tamburro per i ricorsi per i Papmaa (programma aziendale pluriennale di miglioramento agricolo, ndr). Dovessimo perdere, il Comune dovrebbe pagare una cifra pazzesca, difficile da sostenere per le nostre casse».

È ancora in piedi la vecchia storia delle notule di Tamburro?

«Certo, c’è un contenzioso in atto. I titolari delle pratiche bocciate, peraltro in gran parte gestite proprio da Settimio Bianciardi per la sua attività professionale prima di entrare nella mia giunta, fecero ricorso. L’amministrazione Biagi aveva l’avvocato Tamburro come consulente legale e lui si occupò di rispondere. Poi chiese cifre a nostro avviso esagerate. La vicenda non è ancora chiusa. Fu per questa vicenda che la Biagi in consiglio chiese le dimissioni di Settimio, ritenendolo incompatibile, e io lo difesi. Altri tempi».

Cosa altro dovevate chiudere in questi mesi?

«Le due principali questioni in sospeso, che ora rischiano di saltare, sono gli accordi di programma per il lago di Burano e per il lago di San Floriano. Sono qualcosa come 14 milioni di euro per Capalbio e il suo territorio. Una svolta. E ora rischiamo di perdere questi soldi».

Di cosa si tratta?

«Per il lago di Burano c’è un accordo di programma con Regione e ministero. Dato che si tratta di un’oasi Wwf di particolare pregio (la prima in Italia, ndr) e dato che è emerso chiaro che gli scarichi fognari del paese possono metterla in pericolo, è stato deciso di realizzare un nuovo depuratore a Borgo Carige e di ristrutturare quelli di Capalbio Scalo e del Chiarone. E di collegare a questi tutte le utenze delle campagne. Un’opera enorme, già finanziata, per la quale ci sono tutti i progetti approvati. Ma con un vincolo: va completata entro il 2015, altrimenti i soldi si perdono».

E San Floriano?

«Anche qui l’accordo è con Regione e ministero delle politiche agricole e forestali. Ci sono in ballo altri sette milioni di euro per trasformarlo in un bacino polifunzionale, al servizio delle campagne per l’irrigazione e anche per la pesca. Sono 14 milioni che cadono su Capalbio, un’opportunità enorme che adesso è a rischio».

Ci sarebbe anche il progetto del golf al lago Acquato.

«Il golf è previsto nel regolamento urbanistico e, a mio avviso, si tratta di un’opportunità da non perdere. Adesso il progetto è in fase di verifica alla Regione Toscana e, come spesso capita a Capalbio, si sono già mosse le associazioni ambientaliste. Ma non contestano la cosa in sé, quanto il tipo di progetto. Staremo a vedere».

Ora quindi si va al voto.

«Certo. Ho accolto il commissario che è stato contento di trovare il bilancio approvato, non era così scontato. Non so se avrò Settimio come avversario, vedremo. Se lo farà dovrà imparare a confrontarsi con la gente. La Biagi ha detto che non ci sarà. E del resto nel 2013 su 13 consigli è stata presente solo in quattro e in due di questi ha fatto appello e poi se n’è andata. Quindi tanto interessata non è più».

Ma che campagna elettorale sarà?

«Qualcuno mi ha accusato di essere sempre in campagna elettorale. È vero, sono solo uno a cui piace stare in contatto con la sua gente. E questo continuerò a fare. In questi anni da sindaco mi sono accollato anche compiti da dirigente, dalla polizia municipale, al bilancio, agli affari generali. Non mi sono mai risparmiato. Resta un po’ di dispiacere, è chiaro, ma sento di avere la coscienza pulita. E sono pronto ad andare avanti».

@guifiorini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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