La manifestazione
Le vecchie terme saranno abbattute
Petriolo, la Unipol promette di distruggere il fatiscente edificio e di non ricostruire alcunché al suo posto
PETRIOLO. Da tempo immemorabile è un edificio fatiscente, con le pareti imbrattate e con le porte sbarrate da tavolacce di legno. Un obbrobrio inutilizzato da decenni, le vecchie terme del Petriolo, struttura costruita poco distante dalla chiesetta medievale e dalle sorgenti di acqua termale, che contribuisce a imbruttire quello che sarebbe un paradiso naturale, la valle del Farma, se solo l’uomo ne avesse un po’ più cura.
Ed è proprio da quell’edificio che le cose potrebbero cominciare a cambiare, al Petriolo, nel comune di Monticiano, sulla linea di confine tra le province di Siena e Grosseto. La struttura, infatti, è destinata ad essere demolita e mai più ricostruita.
Questo promette il proprietario, la Unipol assicurazioni (che l’ha ereditata da Fondiaria), in un accordo siglato a luglio con Anas e Strabag, la capogruppo mandataria dell’associazione temporanea di imprese Strabag spa - Intercantieri Vittadello spa che sta facendo i lavori per il raddoppio della Senese (la E78).
La demolizione delle vecchie terme era stata auspicata dalla soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici di Siena e Grosseto – così si legge nello stesso accordo – che anche suggerito di realizzare un percorso alternativo e indicato una serie di interventi a tutela delle antiche vasche, della chiesetta e delle mura. Una contropartita, insomma, per il disagio che il cantiere provoca e che, nelle migliori previsioni, durerà anni.
Al di là delle volontà della soprintendenza, la molla che ha fatto scattare la decisione di demolire le vecchie terme è – ironia del destino – quello che le associazioni Amici del Petriolo e Italia Nostra hanno aspramente criticato per il suo impatto sull’ambiente, ovvero il grande cantiere allestito per il raddoppio della Senese.
Il cantiere è enorme: oltre a costruire altre due corsie, c’è da demolire il viadotto e ricostruirlo nuovo e due volte più grande. Insomma, non uno scherzo. E per il cantiere serve spazio.
Guarda caso, le vecchie terme sono d’intralcio. E così nell’accordo Unipol «ha dato l’assenso – si legge – alla demolizione delle vecchie terme e il permesso all’utilizzo temporaneo dell’area per la realizzazione della strada di cantiere». E c’è di più. La società di assicurazioni lo fa «rinunciando altresì al recupero della volumetria». Insomma, le vecchie terme verranno giù e non ci saranno altre strutture a rimpiazzarle. Unipol si impegna inoltre a restaurare chiesa, vasche e mura e a realizzare un piccolo piazzale per chi visita la chiesetta.
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