Il Tirreno

Grosseto

«La stangata della Tares affrontata in ritardo»

di Paola Villani
«La stangata della Tares affrontata in ritardo»

La rabbia del presidente dei ristoratori follonichesi, Riccardo Ardiccioni «Siamo già in difficoltà, questo aumento mette a rischio 250 aziende»

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FOLLONICA. «La stangata Tares andava affrontata prima: da maggio l'amministrazione doveva trovare soluzioni differenti per non gravare sui commercianti». L'associazione Ristoratori di Follonica interviene nel dibattito che in questi ultimi giorni sta tenendo banco nella città del golfo: Tarsu o Tares? Per citare Shakespeare “questo è il problema”.

La categoria delle attività legate alla somministrazione di alimenti sarà quella maggiormente colpita dalla nuova tassazione: sono loro infatti che andranno a pagare nel mese di dicembre (sempre che il governo locale rimanga fermo sulla decisione di introdurre la Tares) fino al 350% in più rispetto al passato. Un vero e proprio salasso per chi ha già grandi difficoltà ad arrivare a fine mese.

«Alla nostra categoria così come ai bar, alle gelaterie e alle pasticcerie sarà applicata un'aliquota che sostanzialmente aumenterà dal 200 al 300% quello che pagavamo prima – spiega Riccardo Ardiccioni per l'associazione - La quota andrà in base alla metratura dell'esercizio e alla stagionalità, ovvero il 200% sulle attività annuali e il circa il 300% su quelle stagionali. Non crediamo nella possibilità che si possa intervenire per ridimensionare questa tassa, nonostante tutta la disponibilità dell'amministrazione comunale. Lunedì ci sarà un incontro con Rete Imprese, per cercare soluzioni. Purtroppo i tempi tecnici per un'alternativa o per un eventuale ritorno alla Tarsu non ci sono, questo perché, essendo in approvazione entro fine mese il bilancio comunale e avendo già speso gli 11/12esimi del rendiconto, non ci sarà nessuna possibilità di fare alcuna variazione».

Ardiccioni sottolinea la criticità della realtà economica cittadina, specialmente le grandi difficoltà della sua categoria, penalizzata anche da un regolamento sulle sagre che dice «non ci tutela a sufficienza», con incassi invernali ridotti e un'alta tassazione già esistente. «Questa ulteriore imposta appesantirà la già difficile situazione degli esercizi pubblici follonichesi colpendo maggiormente circa 250 aziende. Quello che noi vogliamo far presente, è che siamo arrivati solo da pochi giorni ad affrontare la questione, anche se già da maggio feci presente, come rappresentante Ascom, l'imminente approvazione del disegno di legge. Quindi forse se affrontato nei tempi dovuti avremmo potuto trovare soluzioni alternative o compensative al problema». Poca la speranza di una soluzione da parte di coloro che saranno maggiormente colpiti dalla nuova imposta: lunedì il confronto finale sulla questione. «Vedremo se dopo l'incontro ci saranno novità positive», conclude Ardiccioni.

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