Gioco
«La clandestinità è nata dal loro rifiuto Avrei solo voluto che fossero curiosi»
«Se Marras ha da ridire sulla “clandestinità”, allora perché il suo assessore alla cultura, Gianfranco Chelini, si disse favorevole al progetto? E il sindaco di Siena pure? Quel che vorrei è l’onestà...
«Se Marras ha da ridire sulla “clandestinità”, allora perché il suo assessore alla cultura, Gianfranco Chelini, si disse favorevole al progetto? E il sindaco di Siena pure? Quel che vorrei è l’onestà intellettuale». Maurizio Cont (foto) è incredulo e deluso. «Primo, noi abbiamo cercato subito, già in fase preprogettuale, la partecipazione di tutti: enti pubblici, associazioni... Era il marzo 2012 e, almeno alla Provincia, inviammo ben tre lettere con l’invito a partecipare e proporre idee», spiega. «Poi, visto che nessuno c’ha mai risposto, nel progetto, che è di 6 mesi dopo, abbiamo tratto le conclusioni e detto che gli enti pubblici dovevano partecipare senza comparire. Noi stessi abbiamo lavorato così, senza farci pubblicità». Della candidatura, in effetti, si è saputo solo a cose fatte, a ottobre. Ma quel che più brucia a Cont è altro: «Non mi spiego la mancanza di curiosità di questa gente. Se questo è l’atteggiamento che Marras ha con tutti, se non ha voglia di ascoltare, allora solo quello che dice lui è valido? Ma che atteggiamento è?». (f.f.)
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