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Grosseto

«Capitale bocciata? Se la sono cercata»

«Capitale bocciata? Se la sono cercata»

Il presidente Marras si sfoga dopo l’eliminazione del progetto: «Non si usano soldi pubblici senza dirlo. Avanti con Siena»

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GROSSETO. «Chi è causa del suo mal, pianga se stesso». Liquida così, il presidente della Provincia Leonardo Marras, la bocciatura della candidatura di Grosseto e della Maremma a capitale europea della cultura.

La candidatura era stata presentata dagli artisti Maurizio Cont e Gianmarco Serra ma non aveva avuto il sostegno di Comune e Provincia che, sia in fase di preparazione del progetto, sia a progetto accettato, si sono dimostrati disinteressati a questa “avventura”. Non hanno, infatti, risposto all’appello di partecipazione e, a candidatura avvenuta, il sindaco, Marras e l’assessore comunale alla cultura Stellini hanno sostenuto Siena.

Cont ha spiegato ieri che sulla bocciatura l’assenza delle istituzioni ha pesato al 90 per cento. «Chiederò al ministero l’accesso agli atti per conoscere la valutazione del progetto, i criteri e il valore attribuito ai contenuti presentati. Vedremo se si tratta solo della mancanza di supporto istituzionale», scrive Marras. Il presidente ripercorre anche il mancato appoggio della Provincia dal suo punto di vista. «Le istituzioni, secondo i promotori, dovevano esserci solo clandestinamente. Il progetto infatti postulava il ripopolamento di virtù dal nulla locale e, per farlo, bisognava tenere lontana la politica e le amministrazioni. La clandestinità invocata non può oggi diventare una colpa. Nel piccolo estratto del progetto pubblicato sul web si capisce che occorrevano 2 milioni di euro in tre anni, e per dimostrare la capacità di coprire queste spese si fa riferimento ai bilanci della Provincia e del Comune. Strano modi di essere clandestini! Usare senza dirlo a nessuno soldi pubblici. Ma d’altra parte la clandestinità ha i suoi rischi e, in Italia, è pure reato».

Per la cronaca, la “clausola” che le istituzioni dovessero partecipare senza comparire in modo manifesto è stata inserita nel progetto dopo che, all’invito a partecipare al progetto, nessuno ha risposto. L’invito è del marzo 2012; il progetto, che trae le conclusioni del lavoro raccolto dopo aver invano cercato sponda da enti e associazioni, è del settembre dopo. Ad ogni modo Marras ammette che «si tratta di una brutta notizia» e ribadisce il sostegno a Siena, passata al secondo turno: «La Toscana può ancora sperare di raggiungere l’obiettivo con Siena, su cui come Regione si è scelto di puntare da almeno un paio d’anni. Di qui il mio sostegno a una candidatura della Toscana, senza farseschi campanilismi. Se Siena ce la farà, lavorerò perché anche la Maremma possa trarne beneficio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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