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Tares bollente, in consiglio si battibecca

Tares bollente, in consiglio si battibecca

Le tariffe dell’imposta al centro del botta e risposta tra l’assessore Miralli e l’ex delegato Casamenti

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ORBETELLO. Una seduta breve e dagli argomenti scontati ha caratterizzato ieri mattina il consiglio comunale di Orbetello. Erano pochi, infatti, i punti all’ordine del giorno e uno su tutti catalizzava l’attenzione già da qualche giorno: la Tares con le sue aliquote, i tempi di pagamento e tutte le altre nuove regole che riguarderanno la nuova imposta sui rifiuti e sui servizi urbani che andrà a sostituire la Tarsu con forti aumenti generalizzati su tutto il territorio nazionale.

Per questo dopo l’introduzione di rito del sindaco Monica Paffetti il dibattito si è focalizzato sui botta e risposta tra il neo assessore al bilancio, Roberto Miralli e l’ex responsabile delle finanze durante il governo di centrodestra, Andrea Casamenti. Miralli ha esposto la nuova situazione in base alla quale tutti i cittadini lagunari, entro i primi di dicembre, riceveranno gli F24 per effettuare dapprima il pagamento della quota spettante allo stato che sarà di 30 centesimi di euro a metro quadro, che andrà versata entro la metà di dicembre e poi il restante conguaglio che si dovrà pagare entro la fine di febbraio. Gli aumenti saranno alti e generalizzati ma, secondo Miralli, non a livelli più elevati delle altre realtà territoriali: «L’aumento medio della Tares, rispetto alla vecchia Tarsu, sarà in media del 34% - spiega l’assessore – eccezion fatta per la quota statale che non dipende dalle scelte del Comune. Gli aumenti delle categorie più gravate, come ad esempio pescherie, pizzerie, ortofrutta non supereranno il 100%, a differenza di altri Comuni del grossetano dove tali aumenti sono veramente molto più elevati. Quanto alla scelta di sostituire la Tares con la vecchia Tarsu, vorrei chiarire che sarebbe solo un palliativo perché i soldi mancanti andrebbero ricercati tramite altri tipi di imposte».

E proprio su questo aveva puntato Andrea Casamenti, che già da qualche giorno aveva segnalato: «Un nuovo decreto legge ha dato la possibilità ai Comuni che non avevano ancora approvato il bilancio di previsione 2013 di mantenere la Tarsu anche nel 2013 senza passare alla Tares – spiega - evitando così le batoste ai cittadini. Moltissimi comuni in queste settimane hanno deciso di avvalersi della norma: la giunta ha invece deciso di passare al regime Tares applicando la batosta di aumenti per i 13mila utenti lagunari. Purtroppo questa giunta, che vive alla giornata e in modo approssimativo senza programmazione, non è stata in grado, come invece hanno fatto moltissimi altri comuni, di usare la nuova normativa che avrebbe permesso risparmi importanti ai cittadini». (s.z.)

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