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Grosseto

Nuovo black out per i cellulari Vodafone Il segnale va e viene a macchia di leopardo

L’Amiata ha proprio sfortuna coi cellulari e con internet. Ormai è un vizio che i maggiori gestori sul mercato non esitino a lasciare senza segnale i propri utenti amiatini. E lo fanno senza...

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L’Amiata ha proprio sfortuna coi cellulari e con internet. Ormai è un vizio che i maggiori gestori sul mercato non esitino a lasciare senza segnale i propri utenti amiatini. E lo fanno senza avvertire, e minimizzando (se ci si rivolge al numero verde) i disagi che provocano continuamente ad una comunità già molto sacrificata in fatto di comunicazione con l’esterno. Dunque mercoledì pomeriggio e giovedì è stata ancora la volta della Vodafone che replicando un comportamento che si è registrato ad intervalli assai ravvicinati negli ultimi mesi, ha lasciato “al buio” i suoi malcapitati clienti. Linee interrotte a macchia di leopardo, a Castel del Piano in particolare, perché bastava spostarsi di qualche decina di metri, che la connessione riappariva. Per tutto il pomeriggio di mercoledì e nella giornata di giovedì, poi, il segnale se ne andava all’improvviso, lasciando col cerino in mano, con conversazioni troncate, chi stava parlando al cellulare. Impossibile la connessione normale a internet. Un disastro. E adesso c’è chi promette battaglia: «Chiederò i danni a Vodafone – sbotta un utente – perché io ho un contratto con quota fissa con Vodafone e il fatto che non vi sia connessione mi ha costretto ad usare altri gestori per poter telefonare. Insomma si paga una quota fissa e il servizio non c’è. Domani mi sentono». E sono in tanti a minacciare di cambiare gestore. Ma alla fine con quale guadagno non si sa. Perché se Vodafone fa inguastire da tempo i suoi adepti, ultimamente c’è stata anche Tim che ha lasciato in black out i suoi per giorni. Rotture, guasti, inghippi vari che non sono mai segnalati con anticipo e che rischiano davvero, a volte, di lasciare la gente tagliata fuori da ogni possibilità di comunicazione o anche di mettere in crisi centri operativi importantissimi, come call center o ospedali. Ma, si sa, ci si premura di contattare gli utenti quando c’è da guadagnare qualcosa. Mai quando c’è da prestare un servizio, fosse anche per comunicare che vi sono problemi nella sua erogazione. (f.b.)

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