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La fondazione Il Sole riorganizza l’attività

La fondazione Il Sole riorganizza l’attività

GROSSETO. Alla Fondazione Il Sole serve un'organizzazione, quasi aziendale, ormai, per far fronte al numero sempre crescente di richieste di intervento, che riguardano tutte le fasce d'età, dai...

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GROSSETO. Alla Fondazione Il Sole serve un'organizzazione, quasi aziendale, ormai, per far fronte al numero sempre crescente di richieste di intervento, che riguardano tutte le fasce d'età, dai bambini più piccoli fono agli adulti, e per fornire attività sempre nuove a servizio dei propri utenti.

A questo bisogno di organizzazione la Fondazione ha risposto affiancando al coordinatore delle attività, Roberto Marcucci, tre giovani psicologhe, Monica Calabrese Lucia Cortecci, e Irene Scamporrino che avranno, ciascuna, la responsabilità di un'area di attività e sovrintenderanno al lavoro dei 15 operatori a contratto e dei 5 inserimenti lavorativi su cui la Fondazione può contare, ai quali, da novembre, si aggiungeranno 10 ragazzi del servizio civile.

Sono una novantina le persone disabili che usufruiscono dei servizi della Fondazione durante l’inverno, e diventano molte di più in estate spiega il presidente della Fondazione Massimiliano Frascino, e anche le attività sono in crescita, dice Flavia Cianferoni, presidente dell'Aggbph, l'Associazione grossetana genitori bambini portatori di handicap. E da quest'anno anche con bambini più piccoli, una decina, che – spiega – faranno attività insieme a bambini normodotati. Nella filosofia di fondo della Fondazione – dice Lucia Cortecci – è fondamentale la parola autonomia: con le attività si cercano di sviluppare le capacità residuali delle persone di far acquisire nuove abilità.

Altrettanto importante e il tema dell'integrazione, per evitare l'isolamento, così come è significativa l'attenzione a ogni individuo come persona. «L'attività della Fondazione – spiega Lucia Cortecci – non si ferma all'assistenza, ma punta alla collaborazione con le famiglie, ad andare incontro alle loro esigenze e ai loro bisogni». L'attività occupazionale è materia che impegna Monica Calabrese. Si parla di tempo libero «che – specifica – non è tempo vuoto» e la Fondazione è arrivata a far svolgere oltre una decina di attività, sempre più individualizzate sui bisogni e sulle attitudini dei singoli, e meglio se svolte all'esterno della struttura, proprio per favorire l'integrazione: dalla scuola di circo allo stage per parrucchieri, dalle attività artistiche al teatro danza, alla cucina. Le novità di quest'anno, poi – ha spiegato Irene Scamporrino – sono la musicoterapia, la Pet Therapy, in particolare con i cani, e la squadra di calcio dell'Atletico Maremma Fondazione Il Sole: 10 ragazzi del dipartimento di salute mentale che giocano già da qualche anno e che quest'anno partecipano anche a un campionato regionale.

Enrico Pizzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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