Sicurezza
«Pubblicità razzista». Ma è solo solidarietà
Associazione accusa la foto di un centro odontoiatrico. Il titolare, però, spiega: «Quella gente l’ho curata io da volontario»
di Gabriele Baldanzi
Nella centralissima via Roma la fotografia di un’anziana di colore, sdentata eppure sorridente, attrae lo sguardo del passante e lo induce a riflessione. È l’immagine-spot che viene utilizzata da un noto studio dentistico cittadino per promuovere la propria attività. A qualcuno però dà fastidio. A rivolgersi al nostro giornale è stata un’associazione del mondo cattolico grossetano, che in una lettera evidenzia l’inopportunità nell’uso di quella fotografia.
Il diretto interessato, il dentista (che poi è anche l’autore dello scatto), la pensa però diversamente. E parlandoci abbiamo scoperto che dietro alla sua scelta c’è una storia di solidarietà e vicinanza, tutt’altro che banale.
L’accusa.«L’abbiamo trovata sgradevole questa pubblicità, ai limiti del razzismo. Il cartello infatti ammicca al passante come per dire: “se non vuoi finire come lui… curati i denti”. Il messaggio che lancia è chiarissimo, efficace. Troviamo però di gusto discutibile sfruttare l’indigenza altrui per il proprio profitto. Ci domandiamo quindi: è leale? È moralmente corretto utilizzare quella foto? O forse , come sembra a noi, è una pubblicità cinica? Stiamo parlando di un uomo o una donna che paiono allo stremo dell’indigenza, che forse oggi è già morto/a, a cui sicuramente non è stato chiesto il permesso di divulgazione».
La difesa.Il dottor Andrea Parrucci ha usato quello scatto come immagine coordinata dello studio dentistico che dirige. Il volto della donna senza denti si trova anche nei biglietti da visita, in alcuni foto-poster nel laboratorio, insieme a decine di altre testimonianze di interventi sanitari compiuti dallo stesso Parrucci negli ultimi anni in quella che un tempo si chiamava Indocina.
«La foto finita sotto i riflettori – spiega - non è di un mendicante vessato e umiliato dal turista di turno, bensì di una donna parente di uno dei bimbi accolti nell’orfanatrofio dove ho lavorato, un’anziana che ha usufruito lei stessa delle limitate cure che ho potuto offrire. Ecco, mi piace pensare che il sorriso che mostra è il suo ringraziamento per quanto fatto. Quella foto la vedo tutti i giorni per andare al lavoro e mi ricorda i sorrisi poveri ma pieni di umanità di coloro che, con i fatti e non solo a parole, abbiamo il dovere di aiutare».
Botta… «Ai nostri figli – prosegue la lettera dei cattolici indignati - ci sforziamo di insegnare che i poveri sdentati del sud del mondo sono tali proprio perché sfruttiamo da sempre i loro paesi e lì nascono molti dei nostri privilegi. Proviamo vergogna quindi passandovi davanti. E pensiamo che a volte basta un attimo, una foto in quel modo, per rimettere in discussione anni di insegnamento sulla multiculturalità»
…e risposta. La replica del titolare dello studio dentistico è di nuovo garbata e motivata. «Sono davvero sorpreso e dispiaciuto per l'effetto sortito dalla mia “prima volta” pubblicitaria in 25 anni di attività professionale – risponde ancora il dottor Andrea Parrucci – e mi preme chiarire con coloro che si sentono toccati, per umana solidarietà, da quella immagine contestata. Li invito quindi nel mio studio per conoscerci, spiegare e magari anche renderli attivamente partecipi della campagna di solidarietà già in atto a favore delle popolazioni di Laos e Cambogia, i luoghi dove è stata scattata la foto in questione».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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