Il Tirreno

Grosseto

Stangata Tares anche nel golfo

di Paola Villani

Critico il sindaco Baldi sull’introduzione della nuova tassa sui rifiuti: peserà sulle tasche dei cittadini

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FOLLONICA. Adesso è impossibile tornare indietro: per i follonichesi pare sia confermata l'introduzione della Tares e quindi l'aumento previsto dell'imposta sulla spazzatura. Qualche giorno fa, il 29 ottobre per la precisione, lo Stato ha inviato una comunicazione alle amministrazioni locali dove informava le stesse della possibilità di mantenere la vecchia tassa sui rifiuti, la Tarsu, e quindi di non dover forzatamente passare alla famigerata Tares che di fatto porterà un aumento non così lieve del tributo per i cittadini. «Mi sembra che si sia chiusa la stalla dopo aver fatto uscire i buoi», commenta così il sindaco di Follonica, Eleonora Baldi, la nota arrivata dal governo centrale e dalla sua risposta si intuisce che cosa deciderà il Comune di Follonica in merito alla tassa sui rifiuti. «Il 29 ottobre – spiega ancora Baldi – lo Stato ci ha inviato questa nota spiegando che le entrate mancanti dovrebbero essere coperte dal denaro dell'ente: noi abbiamo già pronto il bilancio di previsione e quindi non è così semplice tornare indietro. Non voglio dire che non affronteremo il problema: non pongo limiti alla provvidenza ma neppure al buon senso». Tradotto, i cittadini dovranno sborsare più denaro rispetto agli anni passati per i rifiuti e non poco a causa dell'indecisione dello Stato sull'argomento considerato che fino a pochi giorni fa i comuni hanno lavorato convinti delle prossime entrare dovute all'imposta. La questione è stata portata all'attenzione del Pd durante l'ultima assemblea del partito di via Portogallo lunedì sera. Lo schieramento politico che sostiene la giunta però ha dato una lettura differente alla questione chiedendo alla giunta di rimanere ferma alla vecchia imposta (Tarsu) in modo da non gravare ancora di più sui cittadini e sugli imprenditori locali: chiaro infatti che di questi tempi un ulteriore spesa rispetto a quelle preventivate risulta per tutti un ostacolo specialmente per le attività produttive messe in grave difficoltà dalla crisi economica in atto. In particolare ad essere convinti della necessità di non cambiare sono stati il capogruppo del Pd Francesco De Luca, e i consiglieri Francesco Aquino e Stefano Frullani. Ma gli uffici hanno lavorato mesi per preparare il bilancio di previsione e adesso rimettersi a studiare come poter risolvere il problema e soprattutto come rintracciare il denaro che mancherebbe con la non entrata in vigore della nuova imposta sarebbe veramente un impegno titanico: così ha spiegato sia al partito che alla commissione l'assessore al bilancio. Oltre tutto se il rendiconto non venisse approvato nei tempi previsti dalla legge, Follonica rischierebbe la caduta del governo e l'arrivo di un commissario esterno. Nello stesso tempo invece l'altra preoccupazione è che si apra un'altra polemica interna al Pd del golfo, perché gran parte del partito è convinto che sia meglio la soluzione differente a quella pensata dall'amministrazione: i tempi non sono i migliori per lo schieramento politico dopo la bufera provocata dall'elezione del segretario provinciale e questa sarebbe l'ennesima incrinatura interna.

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