Finanza
«Non incalzi il teste, sta rispondendo»
GROSSETO. Stavolta il presidente Puliatti ha richiamato la difesa di Francesco Schettino. «Non incalzi il teste, sta rispondendo», ha ammonito con tono secco il giudice rivolgendosi all’avvocato...
GROSSETO. Stavolta il presidente Puliatti ha richiamato la difesa di Francesco Schettino. «Non incalzi il teste, sta rispondendo», ha ammonito con tono secco il giudice rivolgendosi all’avvocato Patrizio Lepiane che stava controesaminando Hugo di Piazza. Una domanda dopo l’altra, senza dare possibilità di risposta, avrebbe messo in difficoltà il testimone. E poco dopo, rivolgendosi allo stesso legale: «Non fate certe domande se non volete sentire le risposte», ha detto il presidente.
Breve movimentazione di un’udienza comunque tranquilla, con un altro “picco” quando la difesa è tornata alla carica pochi minuti più tardi. «Lei interrogato dalla polizia giudiziaria era stato ammonito a non rivelare il contenuto della deposizione. Però poco dopo ha parlato con i legali di Costa. E anche con un amico al telefono». Di Piazza prima ha detto di non aver parlato con l’amico, poi ha ammesso, poi ha spiegato che aveva trovato il suo verbale su internet: «Non so come mai». La Procura, a quel punto, ha fatto ascoltare la registrazione della telefonata intercettata il 21 gennaio, con un amico, non marittimo. L’avvocato Donato Laino (difesa Schettino) si è opposto, ma il giudice ha disposto l’ascolto per valutare l’attendibilità del testimone. E in aula si è sentita la voce di Di Piazza, che anche se è brasiliano di nascita ha un accento spiccatamente siciliano, mentre ricostruiva quei momenti. Anche ridendo, come per esorcizzare lo scampato pericolo, anche con battute: «Ero da solo là, minchia! E uscite là non ce n’erano». «Va bene - ha chiosato il giudice - il teste è attendibile, grazie». (p.s.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
