Attenzione
«Eni non mi dà corrente: pizza finita»
Odissea del titolare di Amico mio: 2 mesi per avere 9 Kw in più necessari al secondo forno. «Ho dovuto mandar via i clienti»
GROSSETO. Due mesi e mezzo per avere un potenziamento della fornitura di energia elettrica indispensabile per far funzionare i due forni della sua pizzeria. Due mesi e mezzo passati a mandar via i clienti perché non poteva sfornare abbastanza pizza per tutti. Due mesi e mezzo, i primi della nuovissima attività appena avviata con grandi sforzi e debiti da onorare, in cui, in attesa di quei benedetti chilowatt in più, ha visto sfumare diverse migliaia di euro di mancato incasso.
Non è stato un battesimo facile quello di Luis Manuel Merejo Santos, originario di Santo Domingo, nel mondo della ristorazione. Luis c’è entrato dopo aver lavorato sodo come muratore e aver avuto il coraggio di investire i suoi risparmi in una nuova attività, una pizzeria da asporto. Un passo importante visto il difficile momento economico. Ma Luis c’ha creduto e, a fine estate, ha preso in affitto il fondo al civico 13 di via San Martino, 20 metri quadrati da dividere con un pizzaiolo, c’ha attaccato l’insegna «Pizzeria Amico mio» e ha cominciato a sfornare pizza al taglio e da asporto. L’avventura ha avuto inizio.
Non credeva, però, Luis, che per avere un semplice potenziamento della corrente servissero due mesi e mezzo. «La fornitura di partenza era di 6 chilowatt – spiega mostrando i documenti – ma per far andare le due camere del forno e l’impastatrice ne servono 15. Così, il giorno stesso che ho ottenuto la voltura del contratto dal precedente intestatario, ho fatto a Eni luce e gas la domanda di potenziamento».
Era il 26 agosto. Il 1º settembre l’attività apre i battenti ed è subito chiaro che le cose si mettono bene. La pizza piace, i ragazzi arrivano a frotte, soprattutto il fine settimana, e Luis si guadagna la fiducia dei clienti e la simpatia dei colleghi negozianti di via San Martino. Unico problema, i 9 chilowatt in più che non arrivano.
Luis, per ovviare, è costretto a usare solo una delle due camere del forno, rinunciando a metà della produzione di pizza. «Nei fine settimana ho dovuto mandar via i clienti e solo perché non avevo abbastanza elettricità per colpa di un contratto che non arrivava».
Dopo un mese dalla richiesta, del potenziamento di chilowatt ancora non si sa niente e Luis scrive una lettera di sollecito. «Ho anche telefonato tutti i giorni e ogni volta mi rispondevano che il contratto era in fase di elaborazione. I colleghi mi hanno anche suggerito di far causa all’Eni per danni. E in effetti di danni ne ho avuti. È incredibile che Eni non si renda conto che un’attività non può aspettare così tanto. Dovrebbe semmai avere la priorità».
Ieri, finalmente, il sospirato fax col nuovo contratto è arrivato. Ma Luis non gioisce. «Adesso resta da vedere quanto ci vorrà a fare materialmente il potenziamento. Quel che è successo è vergognoso. E appena arriva la prima bolletta passo a un’altra compagnia».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
