Il Tirreno

Grosseto

Cittanuova pronta al passo indietro

di Alfredo Faetti

Decisiva sarà l’accettazione da parte del Terziere di Borgo della relazione del Maestro d’armi

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MASSA MARITTIMA. C’è la possibilità che Cittanuova faccia un passo indietro, mettendo un fermo alla crisi che si è scatenata all’interno della Società dei Terzieri massetani. Ma ad una condizione: che anche Borgo condivida la relazione firmata dal Maestro d’armi dimissionario Sandro Manetti. «Visto che il Terziere di Cittanuova ha nella propria dirigenza delle persone disponibili al dialogo e competenti su vari aspetti della Società dei Terzieri massetani, come al solito, rivedrà le proprie posizioni, immediatamente dopo che il Terziere di Borgo accetterà la relazione del Maestro d'armi» dice il priore Francesco Bini. Le acque nelle stanze dei Terzieri restano agitate a Massa Marittima e nessuna affermazione viene presa alla leggera. Come la risposta del rettore Sandro Poli dopo la minaccia del Terziere biancorosso di dimettersi in massa dal Magistrato (l’organo alla guida della Società) se non avesse presentato le proprie dimissioni. «Cittanuova rimane in attesa di conoscere se davvero "nulla è vanificato"» spiega Bini. Il consiglio cittanovino infatti si è riunito alla fine della settimana scorsa, tornando a discutere delle dimissioni di Manetti durante l’ultimo Magistrato. Una scelta «forzata» a cui è seguite le parole di Poli, a tratti «del tutto estranee alla questione ed altamente fuori luogo, tanto che potrebbero minare fortemente il sodalizio nella Società dei Terzieri Massetani». Nelle parole del Rettore i biancorossi hanno visto la volontà di distogliere l’attenzione dal nocciolo della questione: le dimissioni di Manetti e la sua relazione tecnica, stilata riprendendo il lavoro del suo predecessore di Cittavecchia. E è proprio ritornando sul punto che Cittanuova apre uno spiraglio nella crisi. «Ribadiamo che il Maestro d'armi non aveva altra scelta che presentare le proprie dimissioni, ma che queste potrebbero essere ritirate, ove anche il Terziere di Borgo condividesse la relazione». In caso contrario, invece, l’epilogo sarà inevitabile secondo Bini e il consiglio. «Se le dimissioni fossero accettate, il rettore non avrà più l'unità dei Terzieri, poiché quello di Cittanuova abbandonerà i lavori, per ovvi motivi». Ecco quindi l’importanza dei priori, a cui spetta «l’azione fondamentale – continua Bini - nell’apportare quella mediazione necessaria che finora è mancata da parte di chi ne era garante, al punto da non inserire la questione all’ordine del giorno dello scorso magistrato». C’è una convinzione infatti in casa biancorossa: se non ci si fosse impuntati davanti alle dimissioni: «probabilmente si sarebbe discusso della questione il prossimo anno, ridicolizzando la Società dei Terzieri nel prossimo incontro previsto per il 24 novembre, dove si dovevano definire ed approvare, modificando il regolamento federale, proprio le problematiche contenute nella relazione del Maestro d’armi». Una convinzione che si accompagna a un sospetto: «ciò potrebbe far supporre che in alcuni casi, questa manifesta intolleranza a risolvere le questioni nei Terzieri, parrebbe una necessità primaria, sopratutto quando si tratta di mettere in cattiva luce Cittanuova». Ma tutto può rientrare, se Borgo «accetterà la relazione del Maestro d’armi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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