Attenzione
Bullismo, ecco come prevenirlo
GROSSETO. Un fenomeno in crescita e troppe volte sottovalutato. Il bullismo torna al centro di riflessioni e soprattutto dialogo, alla ricerca di soluzioni, magari anche preventive, con il...
GROSSETO. Un fenomeno in crescita e troppe volte sottovalutato. Il bullismo torna al centro di riflessioni e soprattutto dialogo, alla ricerca di soluzioni, magari anche preventive, con il coinvolgimento di più persone. Nonni, genitori, ragazzi e soprattutto insegnanti, perché è nella scuola che i casi di bullismo si manifestano con maggiore frequenza, possono fare molto per trovare una soluzione.
Ecco perché il Rotary Club di Grosseto ha scelto di organizzare un incontro sul tema, mettendo dalla parte dei relatori proprio gli insegnati, oltre alle forze dell’ordine, mentre in platea si sono accomodati numerosi studenti. «Nei casi di bullismo, spesso si sottovalutano le conseguenze – spiega Ersilia Menesini dell’università degli studi di Firenze -, ma è opportuno ricordare che la vittima di tali episodi può arrivare a commettere anche atti estremi. Per questo è importante che siano famiglia e scuola ad adottare comportamenti di segno positivo in modo da controbattere il fenomeno. Spesso un grande aiuto può arrivare da quella che viene chiamata “maggioranza silenziosa”, ovvero quei ragazzi che fanno parte di un gruppo, o di una classe. Sono loro a poter cambiare gli esiti relativi agli atti di bullismo, schierandosi dalla parte della vittima possono fermare il processo». Violenze che alcune volte partono in età molto giovane: «Se pensiamo alla scuola, sono forse le classi medie a nascondere l’età più delicata – precisa Menesini -, ma va detto che ci sono casi chiamati di “aggressività ingiustificata” che si manifestano negli ultimi anni della scuola primaria, quando i bambini si rendono protagonisti di atteggiamenti violenti senza un preciso motivo».
Il fenomeno, in provincia di Grosseto, è percepito come molto blando, a livello statistico, da parte delle forze dell’ordine che, in ogni caso, non abbassano la guardia e rafforzano la prevenzione. La questura di Grosseto, ad esempio, ogni anno partecipa a cicli di incontri, da tenere nelle scuole, sul tema della legalità. Un modo per mantenere viva l’attenzione sul problema e informare: «Cerchiamo soprattutto di far comprendere ai più giovani che quella considerata come una “bravata”, può in realtà nascondere risvolti giudiziari, sia di carattere penale che civile. Su quest’ultima parte a rispondere sono i genitori del minore – precisa Armando Buccini, vicequestore aggiunto e dirigente della squadra mobile di Grosseto -. Per questo è importante che sia sempre attivo un dialogo tra i più giovani, la scuola e la famiglia, elemento fondamentale per ridurre e contrastare la problematica». Si punta dunque a informare, allarga il dialogo tra i soggetti: «Vogliamo dare un contributo concreto alla città – conclude Adalberto Campagna, presidente del Rotary Club di Grosseto – per far capire che il bullismo si aggira con l’impegno di tutti coloro che hanno a cuore il benessere dei giovani».
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