Lutto
Vendita delle farmacie, l’iter non si ferma
Respinta la richiesta di 5 Stelle e Sel, nominati i cinque esperti per valutare i referendum
GROSSETO. Referendum contro la vendita delle farmacie comunali: ora il collegio degli esperti c’è, ma tutto rischia di essere inutile. Le due mozioni presentate da Movimento 5 Stelle e Sel, che miravano a sospendere la vendita in attesa dell’esito referendario, vengono respinte della maggioranza.
Oggi è prevista l’apertura della busta con le offerte per la farmacia di via Civitella Paganico. Gli eventuali acquirenti delle altre cinque farmacie, invece, saranno resi pubblici nel primo pomeriggio del 3 dicembre. È quella la data che in molti hanno già definito «di non ritorno». Una volta aperte le buste e accettate le possibili offerte tornare indietro sarà molto complicato. Era proprio per questa ragione che M5S e Sel avevano lottato con tutte le loro forze nella speranza di arrivare a bloccare l’iter innescato dalla giunta.
Tanti, forse troppi i punti interrogativi e gli intralci che rimangono in mano e tra i piedi dei promotori del referendum (tra cui molte associazioni): il collegio degli esperti, entro 30 giorni, dovrà giudicare se ammettere o no la consultazione popolare. Poi ci sarebbero da raccogliere 4mila firme e da giocarsi la partita alle urne (con un quorum fissato al 50 per cento degli aventi diritto, detto in soldoni 32mila voti).
Ma sia il movimento dei cittadini che il partito di Vendola non vogliono sentir parlare di resa. E dello stesso avviso paiono i lavoratori delle farmacie che anche ieri mattina, durante l’avvio del consiglio, hanno manifestato ed esposto striscioni di protesta. Al loro fianco i sindacati (tutti presenti) continuano a chiedere a gran voce tutele che - a loro modo di vedere - sono mancate nella fase di compilazione del bando.
Su questo punto è tornata a picchiare anche Cristina Citerni, la capogruppo di Sel. Sullo sfondo restano le parole del sindaco Emilio Bonifazi – accolte da una Citerni che scuote più volte il capo in segno di dissenso - che pure ieri, come già avvenuto nelle scorse settimane, è tornato a ribadire la propria posizione: per il capo della giunta l’iter referendario è stato avviato «troppo tardi, andava fatto quando uscì l’atto d’indirizzo». E poi ancora: «La minoranza ha tutto il diritto di fare mozioni e presentare interrogazioni. Noi siamo stati legittimamente eletti per decidere. Ci prendiamo l’onere e l’onore di governare. Comprese le responsabilità del caso».
Se il Comune dovesse tirare dritto, il ricorso al Tar (già annunciato dal M5S) potrebbe divenire cosa certa.
I cinque componenti del collegio degli esperti sono: Michele Addimandi (presidente del tribunale), Luigi Manzo (vicario del prefetto), Luigi Bonacchi (presidente dell'Ordine degli avvocati), Luca Verzichelli (preside della facoltà di Scienze politiche dell'univerisità di Siena), Pietro Bocelli (ex magistrato). (m.b.)
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