Proteste
Un litigio per strada e sangue dappertutto
Un cliente della palestra dove si allenava Francesca l’aveva sentita discutere Bilella, seguito dai carabinieri, è stato visto buttare via il pianale dell’auto
FOLLONICA. È successo tutto lunedì. È successo, probabilmente, la mattina. Perché la giornata di Francesca Benetti, la bella cinquantacinquenne scomparsa dalla città del golfo proprio una settimana fa, sarebbe dovuta essere scandita da alcuni appuntamenti. Uno in palestra, all’Azzurra, poi a Grosseto, dove sarebbe dovuta passare a prendere il compagno all’uscita dal lavoro.
Francesca però a quegli appuntamenti non si è mai presentata. Ed è per quello che nel pomeriggio, dopo averla cercata per ore e dopo che il suo cellulare aveva smesso di dare segni di vita, che Aldo Scotto è andato dai carabinieri a denunciare la scomparsa della sua fidanzata.
In quelle sale dove la donna si allenava con i pesi e dove sudava in sedute di spinning e di gag, Francesca Benetti si sarebbe dovuta presentare lunedì mattina. «Doveva fare spinning - spiega il titolare della palestra, Marco Giannoni - e quando ci sono le lezioni prenotate, chiediamo sempre la conferma telefonica. Ma Francesca non ci ha mai risposto al telefono». Poco dopo, all’Azzurra si è presentato Aldo che non riusciva a trovare la sua compagna. Sarebbe dovuta andare a Grosseto a prenderlo all’uscita dal lavoro per poi tornare insieme a Follonica. Ma nel capoluogo non è mai arrivata. La scansione temporale di quello che sarebbe successo lunedì è tutta dettata dall’agenda della donna, che prevedeva appunto queste due soste, tra le tante altre cose da fare. L’allenamento in palestra, che lei non saltava mai, per passione (era un’insegnante di ginnastica diplomata all’Isef) ma anche per necessità, perché aveva subito un trauma al menisco.
Il secondo appuntamento per lo spinning poteva fissarlo alle 19.30. Ma Francesca, all’Azzurra, non c’è tornata. E qualche giorno prima, probabilmente un sabato mattina, un frequentatore della palestra aveva sentito la donna urlare in strada, discutere animatamente con un uomo dal forte accento meridionale. «Questo episodio c’è tornato alla mente ora che abbiamo saputo quello che potrebbe essere successo - dice - ma forse non significa nulla». Erano tesi, ultimamente, i rapporti tra Francesca e Antonino, il fattore di 69 anni accusato di averla uccisa e di aver fatto sparire il corpo della donna. I rilievi del Ris parlano di tanto sangue, nella villa di Potassa dove Francesca aveva ricavato tre appartamenti. Lei, secondo la ricostruzione della Procura, sarebbe stata uccisa in cucina. Poi il suo corpo sarebbe stato trascinato fuori da quella casa. Il sangue, sarebbe stato pulito e il corpo della donna caricato in auto e portato chissà dove.
Belilla è stato seguito dai carabinieri che lo hanno visto andare a gettare il pianale della sua Fiat Punto in una strada isolata lungo la Grosseto-Siena, all’altezza di Campagnatico. Con le unità cinofile hanno battuto centimetro per centimetro i sedici ettari di terreno della tenuta di Potassa. Ma del corpo di Francesca non c’è traccia.
Tra qualche giorno gli investigatori avranno anche in mano i risultati dell’esame del Dna. L’auto della quale Belilla stava cercando di disfarsi è sotto sequestro e i militari sono al lavoro per trovare tracce anche su quella tappezzeria. E anche la vettura della donna, l’Opel Corsa che è stata trovata - aperta - parcheggiata nel piazzale della stazione di Follonica è sotto sequestro. Come il cellulare, l’unico dei tre apparecchi che i militari hanno trovato nell’appartamento di Follonica di Francesca Benetti.
«Quello che più ci dispiace - dice il proprietario della palestra Azzurra - è sapere che le sia potuto succedere qualcosa di terribile. Non potete capire che donna fosse Francesca: sempre allegra e gentile, dinamica. Buona, soprattutto». Di una bontà che aveva conquistato parte di quella città dove si era trasferita dopo la morte del marito e dove aveva trovato un fidanzato che ha dato l’allarme ai carabinieri, quando non l’ha vista più, senza però fare in tempo a salvarle la vita.
@francegori
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