Il dolore
Testamento biologico la mozione è slittata
L’Udc ottiene il rinvio della discussione e la giunta di centrosinistra si salva Soldi per gli impianti sportivi: il Pd fa quadrato e D’Alise resta isolato
GROOSSETO. Una cosa è certa: anche ieri, durante il consiglio comunale, la maggioranza ha ballato, ma ha retto. È stata una piccola partita a scacchi. D’altra parte, le elezioni comunali sono più vicine di quanto si possa pensare e forse le grandi manovre sono già iniziate.
Di sicuro c’è chi ha, da tempo, affilato le armi (come il vicesindaco, Paolo Borghi) e chi magari si avvia verso ben altri lidi (come l’Udc?). L’Udc appunto, la formazione centrista strappa con le unghie il rinvio della mozione sul testamento biologico, mentre il consigliere del Pd, Biagio D’Alise, finisce con un piede fuori dal partito.
Il testamento.
Quando c’è di mezzo un testamento parlare di defunti è naturale: fosse mai riuscita a passare, la mozione firmata dalla capogruppo Pd Daniela Piandelaghi e dai (neo) colleghi di partito Davide Buzzetti, Stefano Rosini e dal socialista Francesco Giorgi, il morto l’avrebbe fatto davvero e avrebbe risposto al nome di centrosinistra. L’Udc l’aveva detto e le dimissioni dell’assessore al commercio, Emanuel Cerciello e dei due consiglieri centristi Jacopo Tonelli e Simone Marchetti erano già pronte. C’è anche chi ha mormorato che quella pugnalata non sarebbe poi stata così letale ai vertici del partito di Casini: il riavvicinamento (almeno a livello nazionale) con i primi bagliori di un nuovo centrodestra è evidente. Alla fine ha comunque prevalso lo spirito di unità dentro l’alleanza che ha garantito il Bonifazi bis. Mozione rinviata per «approfondirla in maggioranza» come ha detto la capogruppo democratica Piandelaghi. L’idea d’istituire un registro che contenga le dichiarazioni anticipate di trattamenti sanitari rimane. La resa dei conti è solo rimandata, ma il primo tempo della partita (retroscena a parte) si chiude con l’Udc avanti.
Sport e quattrini.
Per un grattacapo di maggioranza destinato a riproporsi ce n’è uno che evapora. Qui a rimetterci è il consigliere (Pd) Biagio D’Alise. La sua mozione non solo incassa le critiche della società sportiva Basket Grosseto (vedi a lato, ndc), ma viene tritata in sede di consiglio. D’Alise chiedeva che l’amministrazione fosse «impegnata nell’attuazione immediata di misure di contenimento della spesa in merito alla gestione degli impianti sportivi di proprietà del Comune». Una presa di posizione che non è stata per nulla digerita dai compagni di partito di D’Alise. «Si vuol mettere in dubbio l’operato dei dirigenti pubblici e dell’assessore allo sport Paolo Borghi?» ecco quel che è stato bisbigliato tra i banchi della maggioranza e nei corridoi di piazza del Duomo uno. Della mozione è rimasto poco: un emendamento presentato da Maria Chiara Daviddi (Pd) ha corretto l’atto del compagno di partito. La maggioranza ha apprezzato lo spirito di trasparenza della mozione e ricordato che la commissione preposta potrà dare ancora una volta un occhio alle spese delle rette sportive. Ma in concreto, ciò che è rimasto può essere riassunto nelle parole della Daviddi stessa: «Le spese del Comune in merito agli impianti sportivi sono già pubbliche. Solo che non vengono pubblicate nel sito dell’ente. Ecco, questo potrebbe essere fatto». La faccenda si chiude lì, con D’Alise che sussurra parole d’insofferenza per un’organizzazione partitica definita «da caserma». Per molti, è l’ennesima prova di forza del vicesindaco Paolo Borghi. Nelle ultime settimane è lui ad aver assestato i colpi più importanti dentro gli equilibri del Pd. Anche questa, nel suo piccolo, è stata una partita a scacchi. E il numero due di piazza del Duomo è abile giocatore.
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