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Processo Concordia: "I passeggeri ci insultavano"

Processo Concordia: "I passeggeri ci insultavano"

Al teatro Moderno testimoniano il terzo ufficiale di macchina, Hugo Di Piazza, e Tonio Borghero, direttore di macchina in seconda

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GROSSETO. È ripreso con la dodicesima udienza il processo nei confronti di Francesco Schettino per il naufragio della Costa Concordia. E riprende con la testimonianza del terzo ufficiale di macchina, Hugo Di Piazza, brasiliano, 23 anni, e con quella di Tonio Borghero, 50 anni, direttore di macchina in seconda. Sentito subito dopo il naufragio, Di Piazza aveva detto di essere nel locale eliche di manovra al momento dell'urto. "L'acqua arrivava a ondate - aveva dichiarato ricostruendo quei momenti drammatici - io mi trovavo nel ponte C, sotto la linea di galleggiamento. A quel punto sono tornato nel locale magazzino aprendo velocemente la porta stagna. Avrei voluto chiamare con il telefono interno il mio capoguardia ma l'ondata in arrivo non me lo ha permesso, in quanto se fossi rimasto lì sarei stato trascinato via. Mi sono avviato verso l'uscita di emergenza che però non si è aperta; nel frattempo ho percepito che l'acqua stava filtrando dalla parte superiore della porta stagna e ho capito che il locale era pieno d'acqua. Ho aperto una porta stagna e sono tornato al locale eliche di manovra e da lì sono salito al ponte zero". Poi l'acqua era arrivata sopra i pannelli dell'automazione: "era tutto fuori uso". Cosa fare? "Siamo rimasti in sala macchine, in attesa che arrivasse il segnale di abbandono nave, segnale arrivato più o meno dopo 30 minuti dal momento in cui ho percepito l'allagamento".

AUDIO La telefonata di Schettino dalla sala macchine

GLI AGGIORNAMENTI DAL PROCESSO

17:41. Processo, altri testimoni il 18 e 19 novembre
Il processo sul naufragio della Costa Concordia proseguirà il 18 e 19 novembre a Grosseto con altri testimoni dell'accusa. Il 18 novembre saranno sentiti il direttore di macchina Giuseppe Pillon, il capo elettricista Antonio Muscas, il marconista Flavio Spadavecchia. Il 19 novembre il comandante in seconda, Dimitrios Christidis, che era sullo scoglio del Giglio con Schettino, e il secondo ufficiale di macchina Alberto Fiorito.

15:26. L'acqua saliva: "Via, via, via!"
''L'acqua è arrivata al ponte zero, è a metà ascensore di poppa, non possiamo stare qua'', e poi ''Via, via, via''. ''Martino (Pellegrini, safety manager della Concordia, ndr), noi dobbiamo abbandonare la centrale qua, eh!''. ''Allora, capo, andate via'', risponde il safety manager al secondo ufficiale di macchina (in gergo, capo) della nave Tonio Borghero, testimone oggi pomeriggio al processo di Grosseto. Il passaggio del drammatico dialogo telefonico fra gli ufficiali della nave che lavoravano nella centrale macchine - registrato dal Vdr, 'scatola nera' della Costa Concordia - è stato fatto sentire in udienza dai pm. ''Il ponte zero era perso, tutte le macchine non funzionavano, la sala macchine fu persa in 20 minuti - ricorda Borghero - Pensai, qui facciamo la fine dei topi, e andammo tutti via. Incontrai il direttore Pillon molto provato, lo affidai ai tre ufficiali più giovani, ordinai loro: 'State con lui e accompagnatelo al ponte con le lance'''. ''La nave si piegava e la mia paura più grande è che si capovolgesse in mezzo al mare'', dice ancora.

14:40. Motori ko, Schettino, "Ma dove abbiamo toccato?"
"Ma dove abbiamo toccato?'', domandò il comandante della Costa Concordia Francesco Schettino alle 22.09 parlando via telefono col direttoredella centrale macchine Giuseppe Pillon. ''Ma comandante, qui è tutto perso, i generatori 4, 5, 6 non ce li abbiamo, e anche l'1, 2 e 3. E il quadro elettrico principale pieno d'acqua. C'è uno squarcio laterale, evidentemente, ma non l'ho visto''. Lo si ascolta in una telefonata, fatta sentire dai pm stamani in udienza, tra il ponte di comando e la sala macchine della Costa Concordia dopo l'urto contro gli scogli. Francesco Schettino si informava della situazione con il direttore della sala macchine Pillon mentre la nave imbarcava acqua. Della stessa telefonata (ma non l'unica fra ponte di comando e sala macchine) e di altre, Hugo Di Piazza colse alcune frasi dopo aver raggiunto la centrale macchine, essendo riuscito a scappare dai reparti già allagati.  ''Sentivo Pillon e l'ufficiale Alberto Fiorito - ricorda - parlare, col telefono della centrale, con il ponte di comando.
Sì, parlavano col comandante''.

11:40. Di Piazza: "I passeggeri ci insultavano". ''Nonostante cercassimo di aiutarli, i passeggeri ci hanno preso a male parole, ci insultavano. Non era facile gestire l'emergenza a bordo'': lo dice l'ufficiale di macchina Hugo Di Piazza, al momento di testimoniare al processo sul naufragio della Costa Concordia sulle fasi successive all'urto, quando fu chiaro di dover evacuare la nave che stava affondando.

11:30. Di Piazza: "Un forte boato, poi l'ondata". "Ispezionavo il ponte inferiore, zona cambusa, sentii un forte boato. E subito arrivò un'ondata. In breve ebbi il mare alle ginocchia. Tornai indietro, verso poppa, salii ai ponti superiori da una scala a pioli, mi salvai. Andai in centrale macchine, c'era tanta paura'': così il terzo ufficiale di macchina della Concordia Hugo Di Piazza, teste al processo di Grosseto sul momento del drammatico urto contro gli scogli. Di Piazza era nella 'pancia' della nave: ''Era la mia prima volta di guardia'', ricorda.

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