Il Tirreno

Grosseto

La madre straziata «Per Francesca ero una sorella»

La donna che vive a Valdagno aveva telefonato alla figlia «Mi ha detto che le faceva avances, lei voleva licenziarlo»

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VICENZA. «Lui aveva tentato un approccio con lei, che lo aveva respinto in maniera decisa. Lui era tornato alla carica, e lei aveva deciso di licenziarlo, perché non le pareva più il caso di avere un rapporto di lavoro con quel custode». Il movente di quello che per gli inquirenti è un delitto è tutto qui, per i familiari di Francesca Benetti (nella foto col compagno di ballo Alessandro Ceccotti) , la valdagnese, insegnante di educazione fisica in pensione, scomparsa da giorni in Toscana.

Marisa Chellini, la mamma di Francesca, e Alessandro Benetti, il fratello, sono sconvolti. Sperano che i carabinieri possano trovare Francesca ancora in vita, ma le loro speranze sono al lumicino. Madre e fratello vivono a Valdagno, paese d’origine della vittima. Nonostante la distanza, la sentivano con frequenza, in particolare la madre.

«Ero come una sorella maggiore per lei - spiega ai legali la donna, con la voce rotta dal dolore - Ci sentivamo molto spesso al telefono, lei mi confidava tutto, e io facevo lo stesso con lei». La donna, 82 anni, racconta che la figlia si trovava bene con il compagno, una relazione nata dopo la perdita del marito, e pure con i figli, due studenti universitari di 21 e 27 anni che abitano nel milanese. «Mia figlia mi aveva parlato di quel custode, Antonino Bilella - dice - sapevo che lui le aveva fatto delle avances, ma lei le aveva respinte in maniera categorica».

Mamma Marisa e Alessandro si sono rivolti, per essere tutelati, agli avvocati Paolo Mele senior e Agron Xhanaj, che ieri hanno formalizzato la nomina in procura a Vicenza come parti offese. I familiari sono rientrati la notte scorsa da Grosseto, dove hanno passato gli ultimi giorni, impegnati nelle ricerche di Francesca. Entrambi sono stati ascoltati a lungo dagli inquirenti toscani, e hanno avuto modo di incontrare anche Antonino. «Un pastore, ci è parsa una persona un po' rude - dicono - Sappiamo che Francesca voleva allontanarlo, anche se non ne aveva mai parlato male dal punto di vista lavorativo».

Francesca aveva scelto di vivere a Follonica mentre Bilella custodiva villa Adua, la tenuta di Potassa, che la valdagnese aveva ereditato dal marito. Un podere con una grande casa e parecchio terreno, dove la vicentina andava con frequenza. In alcune delle sue ultime visite si era fatto avanti il custode che lei aveva respinto. «Francesca era una donna forte. Se lui ha tentato di aggredirla, si è certamente difesa come un leone», aggiunge la mamma. Sulle braccia di Bilella sono stati trovati dei graffi. Lui ha detto di esserseli fatti lavorando in campagna anche se sembrerebbero più il segno lasciato dalle unghie di Francesca. Mamma e fratello ora vogliono solo conoscere la verità. Eventuali azioni legali saranno rimandate a un secondo momento, quando sarà emerso con esattezza cosa sia avvenuto all'insegnante in pensione. Anche perché la speranza resta quella che lei sia ancora viva, da qualche parte.

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