Il Tirreno

Grosseto

Alluvione in Maremma, i soldi pronti per Albinia mai usati

Alluvione in Maremma, i soldi pronti per Albinia mai usati

Dopo un anno il Comune non è ancora riuscito a spendere i 17mila euro donati per la pista ciclabile con una sottoscrizione Tirreno-Unicredit

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di Elisabetta Giorgi

GROSSETO. Il fango c’è ancora, incrostato, a ricordare quella terribile mattina di un anno fa. I rimborsi invece, da queste parti, non li hanno ancora visti. Ma c’è qualcosa di più grave dell’inadeguatezza finanziaria di uno Stato che non risarcisce i cittadini per quello che gli ha tolto abbandonando il territorio a se stesso. Neppure quando i soldi arrivano vengono usati. E neppure - incredibile - se arrivano in beneficenza. Il caso dei 17mila euro donati con una sottoscrizione Tirreno-Unicredit al Comune di Orbetello per rimettere a posto la ciclabile di Albinia e che da 6 mesi non sono stati ancora usati è una piccola storia di ordinaria insensibilità. Uno dei tanti progetti-lumaca rallentati dalla burocrazia che non guarda in faccia nessuno, neppure chi è piegato da un disastro come l’alluvione.

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Era il 12 novembre 2012 (esattamente un anno fa) quando l’Albegna travolse gli argini, e da allora il paese non si è più rialzato. Nessuno dimentica quel giorno: la piena e il terrore, i poderi isolati. I sei morti, lo spavento di trovarsi piccoli al cospetto di uno Stato che non ha ancora erogato un soldo. In compenso, il caso di Albinia scatenò subito un enorme moto di solidarietà: quando fu evidente che il paese avrebbe avuto meno soldi del necessario, tutti si misero ad aprire un conto, compresi noi (L'INIZIATIVA). Il Tirreno ha raccolto soldi e li ha destinati al progetto della ciclabile che ci era stato suggerito dal Comune. Ma il progetto è incredibilmente fermo, con i soldi pronti in cassa.

VIDEO: La pista ciclabile finanziata e non ancora realizzata

APRILE 2011: S'INAUGURA LA PISTA CICLABILE. Ma per capire per quale motivo bisogna riavvolgere il nastro e ripartire dall’inizio. È l’aprile 2011 quando la ciclabile viene inaugurata dall’allora ministro alle infrastrutture e ai trasporti (e sindaco di Orbetello) Altero Matteoli. La cerimonia (FOTO) cade a un mese prima delle elezioni che consegneranno il Comune all’attuale sindaco di centrosinistra Monica Paffetti. Il ministro-sindaco battezza in pompa magna un percorso di 700 metri che è accolto a braccia aperte dalla popolazione.

NOVEMBRE 2012: LA PISTA INGOIATA DAL FANGO. Arriviamo a novembre 2012, quando il paese è travolto l’alluvione. Tra rabbia e paura, il dramma di Albinia fa emergere il lato “buono” del disastro: quello che scatena la gara di aiuti per aiutare chi soffre. I conti correnti proliferano. E anche il Tirreno vuol dare un segnale facendosi promotore di una raccolta presso Unicredit. In poco tempo arrivano 17mila euro.

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A chi o cosa destinarli? A precisa domanda è lo stesso Comune lagunare a indicare, in quei giorni, un potenziale beneficiario: ovvero la pista ciclabile e un’associazione (“Incontriamoci”) che accoglie quei soldi per gestire il recupero. Il progetto prevede luci lungo il tragitto per metterlo in sicurezza anche di notte. Una buona idea: aggiudicato.

GIUGNO 2013: LA CONSEGNA DEI SOLDI PER RIFARLA. Così a giugno una delegazione del giornale e della banca parte per Albinia per consegnare l’assegno (FOTO). Tra una bottiglia di spumante e un sorriso, questa seconda cerimonia vuol sancire la rinascita. Ma in quel frangente è preso forse qualche impegno di troppo: si spendono parole con evidente faciloneria. Il Comune e l’associazione (con la presidente Edy Bronchi, tra l'altro dipendente comunale a Orbetello) dicono che «i lavori saranno fatti a breve», che «iniziamo presto».

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(nella foto la consegna dell'assegno a Edy Bronchi, dell’associazione Incontriamoci, e il vicesindaco di Orbetello Marcello Stoppa)

NOVEMBRE 2013: LAVORI MAI PARTITI. Sembra tutto facile. Ma da lì in poi è il vuoto. Difatti passano sei mesi e nessuno ha più saputo niente. La ciclabile è sporca e allagata. Stanchi del silenzio andiamo a stanare il progetto e lo troviamo fermo in Comune, negli armadi dell’assessorato ai lavori pubblici. Anche i soldi sono fermi nel conto corrente di Incontriamoci, attivato presso Unicredit, forse con qualche piccolo interesse maturato. «Sono al sicuro», dice la presidente. E tanto basta? Il neoassessore Mario Chiavetta, arrivato da poco dopo un rimpasto, spiega che «nel 2011, quando ci fu l'inaugurazione, il Comune prese in carico la pista in maniera provvisoria da Anas». E che occorre una conferenza di servizi per raccogliere tutti i pareri di congruità e fattibilità della ciclabile e fare il passaggio “definitivo” a favore del Comune. Quest’ultimo deve ancora “prendersi” in carico la pista, insomma. Poi potrà fare i lavori. Mica facile. Prima ancora pare che anche Anas debba fare dei lavori (due rotatorie). A questo punto i tempi si ignorano.

La certezza è che nessuno del Comune si è mai preso la briga di spiegare ai suoi interlocutori come stavano davvero le cose. Che non lo sapesse (quando ha ricevuto l’assegno) suona improbabile; e se lo sapeva, perché non si è dato una mossa per concludere il procedimento con Anas o non ha destinato i soldi a un’altra opera già pronta per essere eseguita?

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