Italia
«È una rapina» ma resta a mani vuote
Il direttore non interrompe la telefonata ai carabinieri nemmeno sotto la minaccia della pistola
ISTIA D’OMBRONE. Tentativo di rapina anomalo ieri intorno alle 13 in uno degli uffici postali più bersagliati dai malviventi, quello di Istia d’Ombrone. Anomalo perché l’autore - che pure aveva tirato fuori la pistola - ha desistito dopo che il direttore si era rifiutato di interrompere la telefonata in corso.
La cronaca. Intorno alle 13 nel piccolo ufficio della piazza interna alle mura della frazione c’erano il direttore-unico impiegato, Roberto Arcioni, e l’addetta alle pulizie. Un uomo si è presentato sull’ingresso e appena varcata la soglia ha indossato un passamontagna che gli ha coperto il volto. Arcioni, che già aveva notato qualche movimento strano fuori dall’ufficio e si era insospettito, aveva già preso il telefono per chiamare le forze dell’ordine. Il rapinatore ha estratto una pistola e puntandola dritta si è avvicinato al bancone, invitando il direttore a interrompere la telefonata: «Abbassa». Ma Arcioni non ha sentito ragioni e non si è fatto spaventare dalla pistola, descritta come di piccole dimensioni, forse un giocattolo, forse una scacciacani. E non ha interrotto la telefonata. È seguito qualche istante di incertezza, chiaramente il rapinatore si è trovato spiazzato e non ha trovato di meglio che girare i tacchi e riguadagnare l’uscita. Il direttore ha continuato la telefonata ed è riuscito a dare l’allarme. Sul posto dopo poco sono arrivati i carabinieri del radiomobile, che hanno iniziato le indagini raccogliendo la descrizione dell’uomo che aveva tentato il colpo: jeans, giubbotto senza maniche, il passamontagna appunto. Non avrebbe avuto un accento particolare. Forse è una persona che non abita distante dal paese. Sicuramente è un tipo poco esperto.
Mentre Arcioni riprendeva normalmente a svolgere il proprio lavoro, servendo successivi clienti, partivano le indagini. Non pare che vi siano immagini di telecamere, in quanto l’ufficio postale di Istia ne è sprovvisto e altri esercizi nella piazza non ne sarebbero in possesso. Ma forse risalire al rapinatore improvvisato non sarà difficile.
Non è comunque la prima volta che Arcioni si trova coinvolto in una rapina. Nell’agosto 2008 aveva messo lui stesso in fuga addirittura tre malviventi, che erano entrati chiedendo un modulo per una raccomandata. Aveva gridato “aiuto” quando uno dei tre aveva scavalcato il bancone. E la reazione aveva indotto i tre a scappare.
Era invece riuscito l’assalto dell’ottobre 2001, quando altri tre malviventi armati avevano portato via 58 milioni delle vecchie lire sempre dall’ufficio postale di Istia. I carabinieri, due giorni dopo, avevano recuperato una parte del bottino (11 milioni) e arrestato i tre. I responsabili avevano poi patteggiato e un quarto uomo, ritenuto il fiancheggiatore, era stato condannato.
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