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Cancelli sempre chiusi I bambini stanno lontani

Cancelli sempre chiusi I bambini stanno lontani

POTASSA. Un tempo era una fattoria, curata da gavorranesi che se la sono passata di mano in mano. Un posto tranquillo dove coltivare le olive e allevare qualche animale, libero di muoversi in quei...

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POTASSA. Un tempo era una fattoria, curata da gavorranesi che se la sono passata di mano in mano. Un posto tranquillo dove coltivare le olive e allevare qualche animale, libero di muoversi in quei quaranta acri di terreno.

Ma questo era tanti anni fa, almeno venti. Oggi invece villa Adua di Potassa si è trasformata in un set semplicemente perfetto per un film horror, ricco di punti nascosti e inaccessibile anche ai vicini. «Ci passo davanti da tanto tempo ormai e il cancello è sempre chiuso» racconta chi abita a Bagno di Gavorrano. Lo è stato per diversi anni, quando la casa era abbandonata a se stessa, e lo è rimasto anche dopo l’arrivo di Francesca Benetti e del suo giardiniere, Antonio Bilella. «Non saluta mai» dice una donna che abita lì vicino. Ma lei conosceva le persone che abitavano lì prima? «No, non c’era più nessuno da quando il vecchio proprietario è morto».

Perché si chiami Adua non lo sa nessuno in quel piccolo crocevia che è Potassa. «L’hanno sempre chiamata così» dice Mario Neri. L’architettura è quella delle vecchie fattorie nate ancor prima della stazione lì davanti, d’inizio secolo. L’erba invece oggi è ben curata, come le chiome degli alberi sparsi per tutti il terreno. Solo l’intonaco è stato risistemato nel corso degli anni in via Arno numero 2. I confini della proprietà non sono nitidi. Se davanti infatti c’è quel cancello sempre chiuso, dietro gli olivi sfiorano il lotto dove sono in costruzioni villette residenziali.

E a quanto dicono a Potassa, qualche volta Bilella ha avuto da ridere con gli operai che superavano il confine. Da dietro al ringhiera lo sguardo si perde nel giardino sterminato di villa Adua, il teatro degli orrori ipotizzato dagli investigatori, dove il giardiniere avrebbe ucciso Benetti.

Nella minuscola frazione ieri mattina ancora nessuno sapeva degli sviluppi dell’inchiesta. «È un posto strano, dove non possiamo avvicinarci» dice un bambino. «Un tempo invece era sempre aperta» riprendono da Bagno. Quel cancello, un tempo, era sempre pronto ad accogliere amici o viaggiatori. Poi però è rimasto chiuso. Omicidio o meno, oggi nessuno è benvenuto a villa Adua.

Alfredo Faetti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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